lunedì 30 luglio 2007

un piccolo mondo per gente piccola piccola

Da tempo seguo il vecchio adagio: "non giudicare, se non vuoi essere giudicato". Parole ineccepibili, quasi carmiche nella loro inattaccabile logica di causa e effetto.
Ciononostante, talvolta capita di entrare in contatto con la piccolezza umana e ci si sente in dovere di ergersi al di sopra quei tappi.
Sono personaggi che si possono incontrare ovunque: al lavoro, in società, a scuola, in rete, in famiglia, tra presunti amici. Li si può riconoscere per la scarsa coerenza intellettuale e per il meschino attaccamento al proprio orticello. Per l'amor del cielo, capisco che siamo una specie tendenzialmente territoriale, ma a tutto c'è un limite.
Questi individui si attaccano a dei finti privilegi, delle inezie, e li difendono con forza; sono attaccati morbosamente al loro tessssoro e non perdono occasione per dimostrare quanto sono piccoli (e se ne vantano pure). Si circondano di gente del loro calibro perché temono chiunque sappia più di loro.
No! Non ammetteranno mai la minima incapacità, neanche per migliorarsi. Abili nel criticare e lesti nell'offendersi. Sono bellissimi, quando criticano i loro stessi difetti negli altri.
La posizione, la macchina, il fatturato sono alcune delle loro fissazioni. Sono bellissimi, dimostrano dieci anni in più della loro età, sono tesi, sempre pronti a scattare se qualcuno (potenzialmente, notate) può diventare un problema. Sì cari i miei piccoli meschini leccaculo...
Ma chi può essere un problema per quei perfetti geni? Loro hanno capito tutto, perché sanno muoversi in questo mondo di tappi, a proprio agio. Si amano, si cercano e fanno gruppo. Mandrie il cui unico scopo è la sopravvivenza dello status quo che, nei brevi momenti in cui si concedono una pausa nella loro estenuante ricerca del... (questo è difficile! cosa cercano? boh!) di quella roba li che sanno loro, osservano gli altri e ridono.
Io li guardo, capisco che sono loro la società, il campione caratteristico che gli alieni sceglierebbero per studiare l'umanità, allora mi inginocchio, guardo il cielo e chiedo al Signore "Ti prego, fa ch'io sia un disadattato, tutta la vita!".
Gli lascio volentieri il mondo, mi basterebbe un cantuccio caldo ove farmi gli affari miei, nella mia piccolezza fatta di cose piccol.
Invece mi tocca, sebbene disadattato, di vivere su codesto orbe (che di per se, nulla m'ha fatto, anzi), circondato da codesti individui che, usando di loro la favella, definirei low profile (per quanto si definiscano cul...). Se non fossero nei posti di comando, mi farebbero quasi pena, anzi: ridere!
Perché solo una risata ci resta in questo piccolo mondo. Un piccolo mondo in cui anche un nano, come me, può sentirsi un gigante, solo guardandosi intorno.
Chissà, magari, un giorno, inciamperò su uno di questi giganti, cadrò e picchierò la testa. In quel momento mi renderò conto che sono io quello da biasimare e seguirò la retta via: il maxi televisore del cazzo (come insegna Irvine Welsh), il macchinone super accessoriato, il cellulare multiuso tipo coltellino di mac Gyver, etc, etc, etc....
Per ora mi accontento di aver speso meno di 100€ per comprare un telefono che telefona e basta (non è stato facile), perché l'altro, dopo cinque anni, è andato perso... ma non fate come come me, io sono quello che non ha capito niente, di questo mondo.

druso

ps
devo decidermi ad impiantare una sezione audio-video, perché taluni scritti verrebbero meglio recitati, almeno farebbero ridere...

1 commento:

Leonardo ha detto...

L'ultimo (e secondo, divenuto inutilizzabile il primo per uso non raccontabile pubblicamente) cellulare che ho preso (anch'esso sull'ettoeuro) mi fu venduto da un commesso intimamente schifato dal mio totale disinteresse per tutta la vasta gamma di accessori presenti nei vari modelli, appunto à la MacGyver. Unica mia richiesta: i tasti grossi, non per vintagefilia, quanto per pura praticità d'uso essendo ben messo a chiromunizioni.