sabato 3 novembre 2012

Il paradosso di Paperone e Paperino

Era il 1947, quando Carl Barks creò il suo personaggio più famoso e amato. In Italia fu ribattezzato Paperone dei Paperoni; ma il suo vero nome era molto più evocativo: Scrooge Mc Duck, chiaramente ispirato a Ebenezer Scrooge, protagonista de "Il canto di natale" di Dickens, con cui ha molte affinità.
Sebbene negli anni sia stata esaltata la sua componente eroica e la sua forza, che ne hanno fatto un personaggio adorabile, la sua caratteristica principale è di essere un vecchio stronzo avaro, spregiudicato (nel senso peggiore del termine), cinico e tremendamente innamorato del denaro e del potere. Questa è la parte del papero che mi interessa analizzare.
Ricco: ha una montagna di soldi, di cui una parte è contenuta in un enorme deposito, che usa come piscina personale, il suo unico lusso. Per il resto, vive in una condizione disastrosa: segue una dieta scarna, la sua casa è malamente illuminata e scarsamente riscaldata, indossa da quasi 70 anni la stesa palandrana, etc, per mantenere intatto il suo capitale. Ammettendo l'esistenza di un qualcosa dopo la morte, non mi risulta che alcuno sia riuscito a portarsi con sé il capitale, ma questo non è un suo problema: in quanto fumetto è virtualmente immortale.
A questo punto sarebbe utile una piccola digressione su denaro e ricchezza, che non sono sinonimi. La ricchezza, mi riferisco alla sola ricchezza materiale (ammesso che sia vera ricchezza...), è la possibilità di disporre di beni e servizi, in quantità che superi la semplice sopravvivenza, permettendo di vivere in modo agiato, gratificante e senza alcuna costrizione o limitazione. Il denaro è il mezzo che permette di stabilire un valore di beni e servizi e ne permette lo scambio. Il denaro è ricchezza potenziale, cioè ci permette di accedere a beni e servizi, ma finché è tenuto fermo, come nel caso del deposito, è solo carta e dischi metallici. Il denaro ha senso di esistere solo se svolge la sua funzione, muovendosi di tasca in tasca; fermo è inutile.
Paperone vive come un indigente, sopra una montagna di denaro; Paperino vive una vita molto più dignitosa, nonostante non disponga della stessa massa monetaria, anzi ha una montagna di debiti (ciò apre interessanti spazi di discussione, riguardo alle moderne teorie monetarie).
Chi è più ricco: Paperino o Paperone?
Potente: possiede aziende, miniere, fattorie, etc, in tutto il mondo: controlla l'economia mondiale. Ha un impero enorme, che non conosce. Le sue giornate trascorrono all'interno del deposito a difendere il capitale e farlo crescere. I soli spostamenti (salvo qualche eccezione) sono di lavoro e i soli rapporti umani sono con i famigliari, il maggiordomo tuttofare e la segretaria. Non metto in dubbio che sia potente e che la sua parola abbia l'effetto di una testata nucleare, ma nel quotidiano vive come un recluso, schiavo del suo denaro e del suo potere. Ancora una volta, nei limiti dati dalla sua perenne mancanza di soldi, Paperino si dimostra più libero di Paperone. Uno ha in mano il controllo del mondo, l'altro ha il controllo della sua vita: chi è più potente?
Paperone confonde il mezzo (denaro) con il fine (ricchezza) e il potere con la schiavitù: di fatto il suo potere lo rende schiavo.
Qui arriviamo al paradosso, tra il papero più ricco del mondo e il suo nipote squattrinato. Il primo è schiavo della sua montagna di soldi e del suo impero, di cui gode una percentuale infinitesima. Il secondo è senza soldi, possiede solo i suoi abiti e uno scassone che non ha alcun valore, ma vive una vita libera e dignitosa, nei limiti della sua condizione. I suoi debiti sono, per la maggioranza, nei confronti di suo zio che in virtù di questi obbliga Paperino a svolgere incarichi per lui, ma se Paperino volesse, potrebbe rispondere picche: è talmente povero che Paperone non può attaccarsi a nulla per riavere i suoi soldi (salvo la blusa e la 313; la casa è di Paperone) e qualunque azione contro Paperino si risolverebbe nella perdita definitiva del denaro che gli ha prestato. Non esagero nel dire che Paperino potrebbe tenere suo zio per le palle. Paperino ha amici, una vita sociale, una fidanzata, una famiglia, un angolo di mondo con cui interagire e, ma questa è l'esagerazione del fumetto, tempo libero per fare il super eroe.
Chi è più ricco e potente tra i due paperi?
Ora trasportate quanto sopra nella vita reale, fatevi una domanda e datevi una risposta.

Marco Drvso

6 commenti:

Artemisia1984 ha detto...

beh ...direi Paperino, nella vita reale però ovviamente è un po' diverso. Chi è squattrinato non ha modo di godersi pienamente la propria libertà, al pari di chi ha molto denaro e il tempo libero non ce l'ha proprio, dato che lo impiega per fare altri soldi e gestire quelli che ha. Un viaggio di piacere: il primo non se lo può permettere, il secondo non ha tempo!

Marco D'urso ha detto...

Ciao!
In realtà il ragionamento è allegorico (premesso che ho più volte ribadito "nei limiti della sua condizione").
l'idea era un ragionamento sulla ricchezza e il modo distorto in cui viene considerata, sfruttando personaggi di fantasia, che rappresentano l'esagerazione del concetto.

Loki ha detto...

La vera ricchezza è il tempo.

Nel senso che chi ha tempo da dedicare a se stesso (ed alle persone che ama, ed ai suoi interessi, ecc) è ricco. Chi non può farlo è povero.

Il primo vive, il secondo sopravvive.

Tiziana Conte ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo Viscariello ha detto...

Paperone, vive così per scelta, e per passione, lui come svago vede andar enello yokon a cercare oro, cosa che prende e fa, quando gli pare e con i mezzi che gli pare. è un rapporto strano quello che lega paperone e il denaro, per lui non è un mezzo, è la sua ragione di vita, quindi al domanda non sussiste.

Marco D'urso ha detto...

Una scelta che rasenta la nevrosi (o per dirla come Melville: la monomania), ad essere pignoli.
Il suo rapporto col denaro è paragonabile alla fissazione di Hacab per la balena bianca, una fissazione distruttiva per sé e chi lo circonda, molto simile a quella degli speculatori nei confronti delle nazioni che distruggono.
Magari sbaglierò, ma il suddetto papero ha un disperato bisogno di un buon analista