lunedì 6 agosto 2007

il senso della vita

A volte rimpiango il mio semplice e sano quadernetto, non richiedeva tempi d'avvio, utili a perdere il concetto.
Cosa facciamo su questo mondo? Potremmo analizzare questo concetto dal punto di vista scientifico, filosofico e religioso senza cavare il proverbiale ragno dal buco.
Domani mattina mi alzerò e andrò in ufficio a buttare 8 (9 se si considera la pausa pranzo) ore della mia vita. A che pro? Per racimolare il denaro per permettermi di vivere in questo mondo consumista? Una volta si lavorava per "il pane e la figa" (concetto grezzo, ma tremendamente semplice e lapalissiano), oggi per la linea superveloce, il computer fantascientifico, l'auto potentissima, il vestito griffatissimo, lo sballo sballosissimo, le ferie fighissime e tanti altri issimi che, a voler guardare, sono illusioni. La stessa civiltà umana è un'illusione (nel senso poc'anzi espresso) fatta di racconti, bugie.
A quelle illusioni preferisco quelle più poetiche, tipo chiedermi se vedrò mai Uluru, il monte Fuji, la Monument Valley, i dervishi danzanti, le migliaia di indù che si riversano sul Gange, i panorami di Hemingway .... Stavo guardando un aereo nel cielo notturno e mi chiedevo queste ed altre cose.
Su quell'aviogetto chi viaggiava? Lavoro? Vacanza? Migrazione? Ritorno? Boh?
Sento il timore di restare impantanato a Milano per sempre, alla ricerca di quel senso della vita che non trovo. Sarà che mi sto avvicinando alla data fatidica in cui molti partono alla ricerca di quel qualcosa (alcuni come Gothama e Gesù dicono di averlo trovato) che risponda alle mie domande.
Possibile che tutto si chiuda nel semplice cerchio della sopravvivenza? Trovare il cibo, trovare un territorio, evitare i predatori, riprodursi, è tutto qui? Allora possiamo mandare a monte la civiltà. I predatori appartengono alla nostra specie (suppongo che qualunque altro animale sociale racconti barzellette sugli umani...) ed i benefici non sempre sono commensurati allo sbattimento. Usciamo dal nostro orticello, prima di rispondere e pensiamo agli operai di fine '800, ai coscritti di ogni guerra, a queli che muoiono prima ancora di raggiungere la maturità, a quelli che vivono in condizioni difficili (in senso lato). Che giovamento hanno da tutto questo?
Forse bisognerebbe fare tutti un passo indietro e fermarci a riflettere.
La vita non può essere solo il fatturato di fine mese e il maxi televisore! Dio mio che tristezza!
Magari per capirlo bisogna camminare per il deserto o sedersi sotto un albero o... Non ho io le risposte, haimé solo domande.
Domande che premono per avere la risposta, secondo il principio che: se esistono tenebre per la luce, freddo per il caldo, odio per l'amore, allora deve esistere risposta per domanda.
Un domani, magari, questi quesiti troveranno risposta e ne sorgeranno altri per spingerci ancor più in profondità nella nostra ricerca (per la gioia di Socrate), chissà... Per ora solo domande.
Il senso della vita?
Boh....

Druso
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