venerdì 28 settembre 2007

Autolesionismo

L'ho fatto...
Mi sono acceso una sigaretta (non ho ancora capito perché) e, come insegna il proverbio, a fine serata avevo fatto fuori un pacchetto.
Dopo poco, sono tornati quei simpatici amici di vecchia data, chiamati: tosse, catarro, acidità, bruciore alle mucose, sangue dal naso e tutta la vecchia cricca. Mi sono dato dell'imbecille, perché solo in tal guisa si può definire uno che ricasca nel fumo. Questo, però, mi ha dato un interessante spunto di riflessione. Mi sono domandato il perché di certe abitudini autolesioniste.
è palese che fumare non da niente e toglie tanto. Un fumatore è da definirsi un masochista e niente di più!
Riflettevo su questo, quando mi sono trovato davanti la nuova campagna di sensibilizzazione firmata Oliviero Toscani. Premesso che, a livello tecnico, quella foto è meravigliosa: ha un gioco di luci interessantissimo che permette la focalizzazione dei difetti della modella, senza scadere nel volgare. Quella ragazza, conciata veramente male, fa senso, però, quelle luci la rendono interessante da guardare (per uno che ama le arti figurative, a tutti gli altri fa solo senso). Non approvo la proposta della Moratti e, per la prima volta, do ragione a Toscani ed alla Maiolo...
L'anoressia è un altro di questi atteggiamenti autolesionisti, privi di ogni spiegazione pratica. Sociologi e psicologi hanno certamente una spiegazione seria e scientifica del fenomeno, a tutti gli effetti una malattia. Una malattia come certe dipendenze e vari atteggiamenti cui larga parte della popolazione mondiale è vittima. Persone che cercano paradisi artificiali, imposti dalle mode e dai media. Cosa sarebbe successo se i grandi machi di hollywood non avessero fumato, imponendo questa visione del mondo che ha condotto molte persone a fumare, seguite da altre (e via l'effetto domino)? Innegabile che accendersi una sigaretta è da stronzi, non cerco giustificazioni inutili. Analogo discorso può essere affrontato per malattie come l'anoressia.
Difficile accettare che la società, creata come scudo per le genti umane nei confronti di un mondo potenzialmente ostile, sia la causa della maggioranza dei problemi delle persone, fonte di malattie nuove e letali. Il bisogno di essere accettati, cercare visibilità, raggiungere obbiettivi è alla base di tutto questo. C'è chi non mangia, chi si lancia in imprese discutibili, chi si vende, chi urla, sbraita e insulta, etc solo per essere considerati da qualcuno.
Forse, questi atteggiamenti non sono malattie di singole persone, ma sintomi di qualcosa di più grande che colpisce tutti, in una società sempre più malata.
Drvso
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