giovedì 17 dicembre 2009

We Are Right

Da giorni sto provando a scrivere un post sull'odio. Un pensiero che mi ronza in testa da settimane, ben prima dei recenti fatti di cronaca.
Ho scritto fiumi di parole, poi cancellati e riscritti, ringraziando il fatto che non sto usando carta, altrimenti avrei fatto fuori l'Amazzonia. Scrivere dell'odio è complesso quanto farlo sull'amore, se lo scopo prefissato è porsi le domande giuste. Se cerchi risposte, hai sbagliato blog.
L'analisi di questo concetto astratto e tremendamente vasto mi ha fatto ammattire, finché, annegando tra domande, definizioni di odio e altro, è giunta una epifania. Come un fulmine mi ha colpito la giusta intuizione e, come sempre accade al giungere della domanda giusta, la risposta è arrivata. Riflettendo sui pensieri alla base di questa mia elucurazione (chiamiamola pure sega mentale), mi è tornata alla mente una vicenda legata ad una persona e il modo in cui siamo finiti in guerra fredda; così ho compreso il perché non faremo mai la pace.
Volete sapere il motivo? La risposta è una e inequivocabile: ho ragione io!
E così giunse la chiave di comprensione. Come nel caso di un codice di criptaggio, la chiave ha svelato quanto si trova sotto le sovrastrutture che a fatica cercavo di comprendere.
Trascurando il fattore orgoglio, presente solo in certi casi, tutte le questioni di idiosincrasia si riconducono a una frase "ho ragione io". Ho provata ad applicarla a tutte le situazioni di odio e funziona. Ha superato anche la prova razzismo e guerra (ora consiglio di rileggere il titolo del post; il gioco di parole apparirà più chiaro).
Finché sarà la presunzione di avere ragione a muovere il nostro pensiero, sarà impossibile una convivenza pacifica. Non siamo in grado di ascoltare il nostro prossimo, né di mettere in dubbio le nostre convinzioni, chiudendoci a riccio nel nostro pensiero.
Comincio a credere che sia questa la ragione dell'odio.
Temistocle disse "picchiami, ma almeno ascoltami".
Marco Drvso

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E' EMBLEMATICO CHE CI SI RITROVI A PARLARE DI ODIO PROPRIO IN PROSSIMITA' DEL NATALE CHE è LA FESTA IN CUI IL "VOLEMOSE BENE" PIU' O MENO IPOCRITA è INVECE OBBLIGATORIO..TEMA COMPLESSO INVECE E NESSUNO PUò SOTTRARSI.HO APPENA FINITO DI LEGGERE "PER VENDETTA" E Lì L'ODIO C'E' E NON è MOTIVATO DAL VOLER LA RAGIONE A TUTTI I COSTI. E ALLORA? MAH, C'E' DA RIFLETTERCI SU.

Druso ha detto...

il tipo di odio di cui parli, credo sia figlio di quello che ho iniziato ad analizzare.
Odiare ciò che è diverso, presuppone la convinzione di appartenere alla "specie giusta"; un modo come un altro di avere ragione.
Purtroppo mi sono ficcato in una riflessione che mi farà ammattire, perché davanti a me c'è una montagna di cui tanto si è detto, scritto, e discusso, ma di cui nessuno ha mai trovato le radici e temo che non ci riuscirò neanche io