lunedì 28 maggio 2007

un boh

Avevo preparato un post, in cui scaricavo l'arrabbiatura, verso alcuni costumi ignobili di certa gente. La causa scatenante era stata una discarica abusiva creata da un gentiluomo vicino a casa mia... tutto questo a coronamento di una giornata da schiavo coordinato a progetto. Era un post dai tono duri, alla maniera di tanti predicatori mediatici. Per quanto lo stimi, non voglio diventare il Beppe Grillo dei poveri. Se questo fosse il mio ultimo giorno, non vorrei lasciare al mondo le mie palle giranti...

Mentre scrivevo, mi ponevo domande. Perché accettiamo tante cose, senza ribellarci? (quando parlo di ribellione non intendo quella armata). Vedo tanta gente, intorno a me, che si lamenta e soffre, ma non fa nulla. è questo che vogliamo?
C'è un valore cui tutti dovremmo ambire, qualcosa di talmente naturale che si da per scontato, al punto che è citato in una sola costituzione: il diritto alla felicità. Sembra banale, ma così non è.
Nel mio essere un osservatore del mondo, spesso mi chiedo se chi ho davanti è felice. La risposta (basata su dati teorici; apparenze..) è spesso negativa.
Capita di incontrare persone allegre, soddisfatte, contente, ma raramente felici. Ieri, ad esempio, mi sono trovato ad un matrimonio; erano tutte persone allegre e festanti che facevano di tutto per rendere indimenticabile quel giorno, eppure... bastava guardare al momento giusto per vederli parlare, con preoccupazione, di chissà quale problema. Oggi, al lavoro, ho visto gente di tutte le età, ceto, cultura, paese, che vagavano liberi, ma non ho percepito felicità
Non so quale sia la causa scatenante di tutto questo . Che sia la società, la nostra natura, la sfiga o altro, ad impedirci di raggiungere la felicità, non saprei. Per certo ho la cognizione che questa sia una merce molto rara che moltissime persone non hanno provato. Magari, sono io ad essere un maniaco depressivo e non vedo che il mondo straripa di felicità; lo auguro a tutti...
Temo sia la mancata aspirazione ad essere felici, la causa di tanto abbandono al fatalismo della vita. Molti di noi non credono sia possibile raggiungerla e si chiudono nel muro di grigiore.
Tutti noi abbiamo diritto ad essere felici, ognuno a modo suo. Questa dovrebbe essere la spinta che ci porta a raggiungere gli obbiettivi. Bisogna smettere di accettare passivamente la vita! c'é sempre di meglio ed abbiamo il diritto (a patto di non calpestare il prossimo) di raggiungerlo.
Un noto scrittore disse: "Non mi sconvolge che molta gente non possa gustare cibi prelibati e godere i piaceri della vita. Ciò che è terribile è che non sappiano che esistano queste cose".

Marco
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