domenica 3 giugno 2007

La camera bianca

Continuando la sperimentazione iniziata sabato, inserisco un racconto non mio.
L'autore ha scelto come nom de plume "Rabbit don't Come Easy".
Buona lettura.

Non riusciva a smettere di domandarsi come fosse finito in quella situazione. Era consapevole del fatto che, a rigor di logica, prima di tutto avrebbe dovuto chiedersi chi fosse, dal momento che proprio non se lo ricordava. Ciononostante, il suo chiodo fisso era un altro. Sapere cosa fosse successo.

Cosa fosse successo prima, s’intende. Prima della Stanza Bianca. Nei suoi ricordi, prima della Stanza Bianca non c’era nulla. Nero tenebra, vuoto totale. Il bianco di quell’ambiente aveva oscurato irreparabilmente ogni altra cosa.

Abbassò lo sguardo e si guardò i piedi scalzi. Anneriti dalla sporcizia, erano ricoperti quasi completamente di piccoli tagli, tumefazioni ed escoriazioni d’ogni ordine e grado.

Leggi il racconto

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao visto che sono passata di qua?
Vediamo se scopri chi sono!
Ah ah ah

Druso ha detto...

mmmmhhh... vediamo... una mezza idea su chi potrebbe essere in rete intorno a mezzanotte, c'è... una persona che, magari, sta lavorando...
confermi?

Anonimo ha detto...

no no no!
Son nottambula, non lavoratrice.....ah ah ah!