sabato 25 agosto 2007

Teologia del salame

In questi giorni ho scritto poco, perché mi sono dedicato alla lettura. è indubbio che chiunque scriva, debba, sovente, fermarsi a leggere ciò che altri scrivono.
Da buon curioso delle vicende umane, spesso mi sono trovato ad interessarmi di religione. Ogni cultura è intrisa del proprio misticismo, quindi è necessario affrontare i preti, per conoscere il popolo. (tra l'altro, la religione è come la parola, presente in ogni gruppo umano; come si è ipotizzata una lingua base, è possibile teorizzare il culto primitivo, tanto cercato da certe correnti massoniche). La mia religiosità è qualcosa che si basa sul concetto "nessuno mi dimostra che Dio c'è e neanche il contrario". Non aderisco a nessun culto riconosciuto e la mia morale è un qualcosa di personale che si è sviluppato nel tempo; non mi appoggio ai dettami (o deliri) di qualche santone, pur rispettando il pluralismo delle idee (cosa che non è ricambiata da molti credenti, in particolar modo dai devoti delle 3 principali religioni monoteiste).
Leggendo un saggio di C. Hitchens, mi sono trovato davanti alla domanda -Perché in cielo si odia il prosciutto?-. La mia fantasia feconda, ha subito iniziato a lavorare.
In ogni culto ci sono animali sacri e "maledetti" ed il povero maiale rientra tra questi. I bovini nati in India conoscono la vera pacchia; i maiali nati in medio oriente, nord Africa ed altri luoghi di culto abramitico (oltre ad islam ed ebraismo, vi sono alcune correnti cristiane che non amano la pancetta) soffrono una discriminazione terribile.
Sorrido quando penso ad un Dio che crea qualcosa per vietarlo. Sesso, carne di vario genere, derivati vegetali, etc, che Lui ha creato per non essere usati. Capisco chi professa il vegetarianesimo, non chi disprezza una carne e ne mangia un'altra. Ho visto maiali selvatici e cinghiali (non parlo di quelli d'allevamento a causa dei forti stress cui sono sottoposti, come tutte le creature costrette a simile agonia) e posso garantire che sono creature adorabili, soprattutto in umido con la polenta.
Ricordo, ero molto piccolo, avevo una colf egiziana (mi pare si chiamasse Hazza o un nome simile). A sei anni mi fece scoprire il ramadan; vedevo questa donna che digiunava tutto il giorno (la sera tornava a casa, quindi non so se si strafogasse al chiaror della Luna) ed in certi orari la trovavo avvolta in un lenzuolo che pregava. Io, piccolo umano di padre cattolico e madre atea, non capivo esattamente cosa stesse combinando: quello fu il mio primo contatto con l'islam (il mio commento, andando perplesso in camera mia fu: -sono pazzi questi egiziani- all'epoca impazzivo per Asterix). La più divertente, fu quando assaggiò la bresaola. Dopo averne spazzolato via quasi un etto, si ricordò che in Italia i salumi sono sovente di maiale. Tra preghiere, atti di disperazione (voleva chiamare un himam) la guardavo perplesso. Tutto finì quando i miei le spiegarono l'origine bovina della bresaola valtellinese...
Sarà che vivo in una città il cui simbolo più antico è una scrofa, intriso di una cultura in cui il norcino ha avuto un ruolo fondamentale nei secoli passati, ma certe cose mi lasciano titubante. Se in paradiso odiano le braciole, perché ha creato il maiale? Stessa cosa si può dire dei tabù sessuali imposti da molti credo (di cui ho avuto, in età adolescenziale, qualche influsso che mi ha incasinato un po'): se non voleva farci scopare, perché ci ha fatti così? Se fossi Dio, farei causa alle principali religioni mondiali per uso illecito della mia immagine e del mio nome (questa fa ridere solo me).
Un giorno ci sveglieremo senza bisogno di quel clero che, nelle epoche scure ci ha traghettato verso la luce, un cieco cui ci siamo affidati per muoverci nelle tenebre. Ora abbiamo la luce, forse è tempo che camminiamo da soli. Quel giorno si potranno leggere i testi sacri come opere legate ad una cultura, con lo spirito critico che serve in ogni cosa, magari scoprendo il "all your base are belong to us" della situazione...

Druso
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