domenica 14 ottobre 2007

Prima tacca!

Ed ivi uscimmo a riveder le stelle.
Così si conclude l'Inferno di Dante. Per l'uscita dal mio ho ancora molto da fare; l'importante è cominciare. Questa sera metto la prima tacca!
Qui sotto c'è tutto il primo libro. Anni di studi e sofferenze sono stati premiati! Finalmente è pubblicato su questo blog (spero di trovare presto un editore serio..).
Prima di augurare "buona lettura" è mio dovere dare alcune puntualizzazioni:
  1. Alcuni orrori ortografici sono miei, in altri c'è lo zampino di word che trasforma Narbona in barbona, Partenone in partendone (o Pordenone, dipende dalle giornate), etc, etc... Se vengono trovati errori, si prega di avvisare l'autore. Ormai conosco a memoria ogni singola parte del racconto, mi risulta oltremodo difficile notare gli errori durante la rilettura.
  2. Ammetto di non aver riletto attentamente gli ultimi 4 capitoli
  3. In talune parti mi si può accusare di razzismo. Vorrei ricordare che la storia è ambientata nel I sec, epoca in cui il concetto di razzismo non esisteva ed ogni popolo tendeva a sentirsi superiore. In certi dialoghi è stato necessario porre l'accento su questa cosa.
  4. La forma della spada non è una allegoria del nazional socialismo. Nasce dallo studio delle antiche simbologie e mi servirà più avanti. Ricorderei che Druso Germanico è l'antico nome della città dove nacque un certo macellaio della seconda guerra mondiale, non potevo lasciarmi sfuggire una così ghiotta coincidenza, utile per la descrizione del potere occulto
  5. I cattotalebani e gli estremisti religiosi in genere (indipendentemente dal culto, ne ho per tutti) avranno da ridire. Non me ne frega niente! In ogni caso, il genere fantasy è sempre stato considerato un genere minore, snobbato da molti dotti (per fortuna)
  6. Molte tematiche non sono spiegate in questo racconto, mi sono tenuto della suspance per il seguito (altrimenti non c'è gusto!)
  7. il linguaggio: per quanto abbia cercato di renderlo il più fruibile e comprensibile possibile, mi sono rifiutato di usare un lessico troppo elementare. Ho evitato, altresì, di sfruttare aulicismi per non scadere nell'epico-palloso. Malgrado tutto, sono dovuto scendere a compromessi con i personaggi ed adattarmi al loro modo di parlare (es l'imperatore di Roma non può dire "Aho! Li mortacci tua eddetunonno chemme combini?")
Il vero sbattimento è stato metterlo in rete (mannaggia a word e google). Durante l'operazione ho notato alcuni errori, immantinente corretti...
Spero di avere almeno un lettore (per il momento mi accontenterei dei proverbiali 25) e che questi mi dia un parere...
Spero piaccia
Buona lettura
titolo: IL PRINCIPE

Prologo
La centuria segreta

Tre giovani mondi

L'Ordine

Dall'oscuro

Orfano

Vampiri

Potere!

La seconda lezione

Crescere

Primo pasto

Aquile e rose

Generale

Proconsole
Imperator

L'ultima campagna

Il debello germanico

Berserk
Morte di un console

Il funerale
Lacrime di un dio
Demetrio di Sparta
L'imperatore
Preludio alla guerra
Addestramento

Primo viaggio
Pilato
L'ultimo immortale

Angeli

Certe verità
Viaggio verso l'Agharti

Il libro delle ombre
Il fungo
La strana coppia
Claudio
Nuove rose
Un nuovo mondo
Epilogo

Marco
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