venerdì 19 ottobre 2007

Dura lex

Internet è stato a lungo terreno di esplorazione e conquista, proprio come il vecchio west. Per oltre 10 anni, cioè da quando con i nuovi sistemi operativi con interfaccia grafica (windows, macOS, linux...) il mondo html è entrato prepotentemente nella nostra vita.
Per anni la rete non ha avuto regole, sviluppandosi come mondo a parte. Questa sua peculiarità ha dato vita a fenomeni grandiosi, quali il web 2.0 (il mondo dei blog, you tube, del pod cast, etc), la diffusione di informazioni di ogni genere alla base della "stampa" libera e tutto un insieme di servizi, comunità, forum, e tanto altro che non cito per brevità. Di contro, si è visto fiorire il mercato del sesso minorile online, il fishing, lo spamming (in realtà è stata l'evoluzione di quei fastidiosi volantini che riempivano le caselle postali negli anni '80), il reclutamento terroristico, la diffusione di idee xenofobe e superomiste, etc... Per porre rimedio ad questo uso inaccettabile della rete, sono nate delle norme (non viviamo nel migliore dei mondi possibili), giustamente severe.

In questi giorni, alcuni governi (in particolar modo quello italiano e statunitense, sempre prodighi nel creare leggi, anche contraddittorie ed applicarle a $€conda d€ll€ $ituazioni) hanno deciso di mettere mano alla internet libera. Si vogliono applicare a certi siti le stesse restrizioni della stampa, senza considerare che, ad esempio, un blog è, per sua natura, un diario aperto in cui il blogger scarica pensieri, opinioni e quanto altro gli passi per la mente.
Indubbiamente (nel caso del nostro governo) si mira a colpire personaggi come Grillo, sparando nel mucchio, alla cieca (come al solito).
Riconosco che la diffamazione sia un reato e che non si possa abusare della libertà di opinione, a danno di terze persone. Il concetto che la libertà di un individuo inizia dove finisce quella di un altro, è sacrosanto; ma non dimentichiamo Voltaire: "Odio ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo".
Ora si sta tentando di negare questo diritto.
Se qualcuno si sente insultato da un sito, può (attualmente) fare causa all'autore e chiedere un risarcimento: cosa sacrosanta! Non vedo la necessità di porre vincoli di censura ad un mondo che non la conosce. Perché siti in cui si dichiara disprezzo ad un personaggio (di questi tempi è, sovente, Mastella) devono rischiare di essere oscurati? Queste persone esprimono un pensiero che può essere condiviso o criticato. è un pensiero e come tale va garantito il suo diritto ad essere espresso!
Onde evitare che le libere opinioni circolino senza il controllo dei potenti, come accade per tv e giornali (che non danno notizia della questione, chissà perché...), l'onorevole Riccardo Franco Levi ha scritto una proposta di legge ad hoc (APPROVATA DA TUTTI I MINISTRI). Si vuole obbligare chiunque proponga in rete dei contenuti scritti (audio e video non sono inclusi, a quello ci pensano gli yankee) all'iscrizione al ROC, con tutto quello che ne consegue: creazione di una società editrice, tasse e bolli vari, l'assunzione di un pisquano iscritto allo dei giornalisti (come direttore responsabile), etc...
MA SIAMO DIVENTATI PAZZI? LA LIBERTA' DI OPINIONE CHE FINE HA FATTO? Possibile che un sedicente governo progressista si permetta azioni che neanche il più becero dittatore del terzo mondo oserebbe fare? Criticano tanto la Cina, poi nel nostro "libero e democratico" occidente si fa la stessa cosa!
Per quanto mi riguarda: questo blog andrà avanti e non intendo assumere giornalisti e iscrivermi al ROC!

Marco D'Urso
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