giovedì 1 novembre 2007

Abitudine

Quando avevo meno di 20 anni, rifuggevo le ragazze. Le cause? Penso fosse per non diventare un fissato della figa come mio padre, oltre ai discorsi deliranti con cui mi ha tirato su mia madre...
Post 20 ho sperimentato qualche storia, per lo più fallimentari (una in particolare di cui porto ancora i segni). Ad un certo punto smisi di interessarmi alla questione. Era per il mio sentimento di inadeguatezza, coltivato nell'ambiente che mi circonda, in cui mi sentivo sempre in torto. Forse per non cadere più in inutili perdite di tempo. Certamente per sfiducia.
Capitava che qualcuna mi guardasse, anche interessata, ma tanta era la mia sfiducia in me e nel prossimo che non me ne curavo.
Indubbio che la mia timidezza ed i denti storti mi hanno sempre limitato molto.
Non mi voltavo neanche, quasi a fare loro un favore: risparmiandole l'avere a che fare con me. Per molte ero solo un montato che si credeva chissà chi... in realtà ero tutto il contrario.
Ormai sono entrato nell'età in cui ci sai fare o picche, ma la cosa non mi disturba, particolarmente. Con gli amici faccio la scena di guardarmi intorno e commentare, senza troppa convinzione, in verità. Anche lo scherzarne fa parte di una delle tante maschere che indosso per darmi una parvenza di normalità. Non penso di essere omosessuale: per gli uomini non ho attrazione, anzi li trovo ancor più volgari.
Questa sera sono andato a ballare... mentre tutti (tranne gli accoppiati) si dilettavano nella ricerca della preda sessuale della serata, io mi gustavo chiacchiere e cagate con gli amici, senza curarmi troppo del mondo circostante.
Sarà che sono solo da tanto tempo, sarà che il sesso non mi ha mai particolarmente attratto, ricordo ancora che delusione fu questa tanto decantata pratica (la prima volta; le successive mi sono vagamente divertito, niente di particolare: mi ha dato più soddisfazione la bici). Fatto sta che l'abitudine ha preso il sopravvento.
È tanto tempo che sto da solo e mi sono pienamente abituato, al punto di (pur avendo superato le varie pippe mentali) non sprecarmi più nella ricerca. Tra la maledetta università, il libro, il lavoro, gli hobby, non ho voglia di impegnare tempo per altre persone, al di fuori delle amicizie e la famiglia (rapporti umani che di questi tempi trascuro molto).
Mi rendo conto di essere, ormai, un single perso, senza speranza e ambizione di cambiare. Quello è un treno che ho perso e non inseguirò (ammettendo che si possa ancora fare).
ça c'est la vie
Marco
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