lunedì 3 dicembre 2007

Oltre i limiti...

Del malcostume di questo paese scrivo spesso, magari con toni troppo seriosi e vagamente da benpensante. In effetti potrei usare più ironia...

A lungo ho cercato il modo migliore per esprimermi in merito alle migliaia di educatissime persone che utilizzano la strada e sui loro modi gentili e cortesi.
Dell'automobilista italico tutto si può dire. Di certo: è persona fantasiosa, capace di interpretare a modo proprio il mondo che lo circonda ed i suoi insensati regolamenti, con una vena anarchica sopraffazione del prossimo, sempre presente. Alla fantasia si unisce una vastissima cultura: è sempre in grado di farsi capire con il linguaggio dei segni, il codice morse (con fari o trombe) e nei principali dialetti italiani e lingue europee. Questo suo linguaggio ricercato è sovente sfruttato onde indicare la corretta via a suoi simili ed ai temibili pedoni. Vette di genialità si raggiungono nell'ossequiare i parenti, in particolare di sesso femminile; pratica in cui il patentato italico dimostra tutta la sua educazione.
Il patentato è sempre attento al traffico. Lo ama a tal punto da ignorare le più semplici norme della circolazione sensata, affinché si possa creare l'ingorgo più grande possibile. Molti detrattori sostengono che sia tutta idiozia, ma non capiscono che questo è solo un modo per aggregarsi tra patentati e condividere piacevoli ore nel comodo abitacolo della vettura. Questo suo amore verso il prossimo è, chiaramente, riscontrabile in caso di incidente. È capace di bloccare tutta l'autostrada, compresa la corsia d'emergenza (cioè quella adibita al sorpasso d'emergenza), al fine di sincerarsi delle condizioni di salute del suo sventurato compagno di strada.
Malgrado la sua innata gentilezza, il patentato è costretto a subire gli abusi di ignobili figuri che hanno l'ardire di viaggiare in città al di sotto degli 80km/h ed in statale (udite bene) al di sotto dei 140!!!! Questi soggetti impediscono al patentato di godere dei suoi cavalli motore, violando un suo innegabile diritto; per questa ragione, si trovano costretti a travolgerli o esibirsi in arditi sorpassi. Di recente sono sorte nuove minacce alla sua libertà stradale, di cui cito i più pericolosi: il costo del carburante, i controlli esagerati (hanno tolto al patentato il piacere dell'autostrada), i sedicenti ecologisti che hanno inventato le domeniche a piedi (il che equivale a bestemmiare: per questa ragione saranno arsi con benzina super, legati all'albero motore di un camion), quei perditempo votati al rispetto del codice della strada (a loro rischio e pericolo...) siano questi in macchina o moto (gli scooteristi non saranno mai traviati da questa gente) e, soprattutto, le biciclette, ignobili mezzi privi di motore capaci di ingombrare la carreggiata, a danno delle macchine sportive.

Questi sono alcuni degli aspetti legati al patentato che ci fanno amare la categoria.
Quando ti trovi incolonnato perché uno zuzzurellone si è divertito a lanciarsi nell'uscita dell'autostrada, passando direttamente dalla corsia di sorpasso a quella di decelerazione. Se lo incontro al semaforo e questi ti saluta con i suoi potenti fari alogeni, nel preciso istante in cui scatta il verde. Nei momenti in cui ti ricorda che le strisce pedonali sono solo degli abbellimenti della carreggiata. Ricorda: la civiltà di un paese si misura dai suoi autisti.

Drvso
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