venerdì 23 maggio 2008

Il nemico

Non serve possedere la scienza infusa per rendersi conto di cosa sta accadendo, per l'ennesima volta (sigh).
Le masse si controllano creando loro un nemico. È una tecnica collaudata, i cui echi si perdono in epoche remote quanto la società.
Siamo passati dal nemico della nazione (tipico espediente romano per gestire le epoche di conflitto interno), al nemico di dio (questo ruolo, sfiga vuole, da 2000 anni tocca gli ebrei, sovente usati come capro espiatorio), al nemico della morale (in genere donne e gay), al nemico del partito (dagli asociali in poi).....
I più quotati degli ultimi anni sono gli extracomunitari, i rom, i gay, gli atei, e potrei andare avanti ad oltranza. Menzione speciale nella lista dei cattivi spetta ad una categoria impensabile fino a pochi decenni fa: maschio, bianco, occidentale, eterosessuale. Può sembrare una provocazione, ma leggendo su molti forum e siti, ho riscontrato questo pensiero.
Non nego che il suddetto maschio, etero, europeo, sia il simbolo della persecuzione di tutti gli altri, basta leggere un libro di storia per trovare le innumerevoli nefandezze compiute da virili europei. Quello che mi fa pensare è il sentirmi incolpare di tutto; compreso quando una certa persona mi ha calpestato cuore, dignità e via discorrendo, perché è giusto che una
donna si vendichi di millenni di soprusi (peccato che lei non era una perseguitata del secolo scorso ed io non sono mai stato un persecutore, anzi, ero il coglione troppo innamorato).
Tutto questo per rendersi conto che, prima o poi, si finisce tra i diversi. Ricordo alle medie, quando ero un ragazzino troppo timido ed in altre situazioni, quando le mie idee, i miei comportamenti, il mio modo di essere ha destato scandalo e rimprovero (bei tempi prima della decadenza in cui mi sono impantanato negli ultimi anni).

Quando sento parlare di razzismo, diversità, razza, mi viene da ridere e piangere. Rido perché certe stronzate sono anacronistiche e piango perché sono ancora attuali.

In un paese allo sfascio è normale che gli oligarchi cerchino dei capri espiatori per distrarre il popolo, veicolando l'informazione affinché il popolo si riconosca unito contro il male (negli USA sono i mussulmani, da noi i rom, in altri posti gli italiani...). Consci che la tradizionale offensiva contro gli etnicamente diversi non ha più la stessa presa sulla popolazione, hanno impostato il gioco su livelli ben più subdoli, sfruttando strategie alternative, basate sulla comunicazione sociale. Hanno creanto un circolo vizioso, di cui si può dare un esempio: la donne odiano gli uomini, che disprezzano i gay, che criticano i conservatori, che insultano i laici, che malparlano della chiesa, che lancia anatemi sugli atei, che criticano certi filosofi, che attaccano gli scienziati, che detestano gli ingegneri, che ucciderebbero gli architetti, che sparlano dei grafici, che ignorano gli artisti, etc, etc, arrivando allo scontro tra pizzaioli e le scene ridicole tra amanti dell'informatica, schierati tra: open suorce, microsoft e mac (ho visto i macchisti dare dei cretini agli utilizzatori dei pc, in guerra tra loro per windows o linux).
Ora che siamo tutti contro tutti, schierati come ultras alla partita (in certe assemblee politiche sembra di trovarsi realmente allo stadio, il livello è lo stesso), in alto posso fare quel che vogliono. C'è da domandarsi: a chi giova?

Tutto sommato, osservo il mio volto ariano e penso al mio sangue misto (a citare le zone di provenienza dei miei antenati si finisce fino in Cina), sorrido e dico: sono etero perché non ho conosciuto l'uomo giusto (in compenso, dall'altra parte ho avuto alterne vicende), sono uomo perché non è arrivato uno spermatozoo X, sono europeo perché i miei antenati sono arrivati qui, sono agnostico perché la chiesa mi ha deluso e la scienza risponde meglio di dio, sono bianco perché nel miscuglio i cocktail è venuto così, non sono un delinquente perché sono cresciuto in ambienti lontani. Molto di ciò che siamo è dettato dal caso, il culo di nascere in un posto anziché in un altro.
Compreso questo, non riesco a guardare una persona con disprezzo. Posso disapprovarne le scelte, ma non posso giudicarle. Non ho diritto a ritenermi migliore o peggiore, posso solo constatare punti di convergenza e di divergenza. Non possiamo rinchiudere le persone in categorie prefissate: ognuno di noi è un mondo a parte.
Il nemico non esiste! È solo nella nostra mente bacata.

"tanto, prima o poi: gli altri siamo noi"

Drvso
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