lunedì 25 agosto 2008

Kiyoshi Nagai 永井豪

In veste di tentato scrittore (il libro è stato tolto dal blog, causa rielaborazione), mi confronto con le opere altrui per cercare stimoli e riflessioni adatte al mio lavoro. Scrivendo di vampiri e fantascienza, posso spaziare tra autori diversissimi.
Più che ad altri scrittori, mi piace riferirmi a quelli che sono i miei veri maestri: i mangaka giapponesi. Tra questi, il personaggio che più mi ha influenzato è Go Nagai: l'autore di storie immortali tra cui Mazinga, Goldrake (Grendizer), Jeeg Robot e Devilman, capace di portare alla ribalta i mecha (nonché creatore del genere hentai).
Le sue storie sono pregne del mondo nipponico e di arguti riferimenti alla cultura occidentale (spesso vengono citati brani dalla Divina Commedia), oltre ad una perizia scientifica di non poco conto (con la sola esclusione di quella cagata di Getter Robot che ha il solo pregio di aver introdotto il concetto di mecha traformabile e composto).
Prima di andare oltre, vorrei che dimenticaste, in parte gli anime. Le serie animate che ci hanno fatto sognare da piccoli, spesso rappresentavano la versione "addolcita" e politicamente corretta del manga (salvo alcuni casi, generalmente i robottoni, in cui l'anime è superiore al manga). Scordate Devilman verde e antropomorfo, dimenticate i buoni (troppo buoni) senza spessore e date ancor più spessore psicologico ai cattivi.
Quei lavori vanno osservati con occhi diversi da quelli di un bambino. Un esempio potrebbe essere il nome Mazinga (inglesizzato in Mazinger): la pronuncia giapponese è Majingaa che deriva da Majin (letteralmente demone divino). A guardarlo bene è una via di mezzo tra un cavaliere medioevale e Frankenstain.
La grandezza di Nagai è nella psicologia del personaggio ed in certi atteggiamenti che lo rendono più umano dell'umano. Abbiamo Koji Kabuto che piange dopo aver ucciso il Generale Nero, perché era un "uomo" d'onore, malgrado fosse il cattivo. Ryo Asuka che convince Akira Fudo a fondersi con un demone e trasformarsi in un Devilman, per evitare che i demoni spazzino via la razza umana; in realtà Ryo è Satana, che sacrifica il suo demone più forte, Amon, per impedire che Akira perisca nella distruzione del mondo, perché ne è perdutamente innamorato. Lo stesso Devilman che davanti al cadavere dell'arpia Silen si commuove per la sua bellezza. Il desiderio di vendetta di Actarus messo da parte, a favore dell'amorevole tentativo di salvare il suo pianeta adottivo. Il sacrificio del Dottor Kabuto per salvare Tetsuya Tsurugi. Dall'etica cavalleresca, al kamikaze (nel significato nipponico del termine!!), c'è di tutto.
Cattivi non completamente malvagi e buoni con ombre oscure, sono gli ingredienti di storie avvicenti; talvolta un po' splatter... Storie meravigliose grazie al grande lavoro operato da Nagai e dai suoi collaboratori, sia nel manga, sia nell'anime (esempio le colonne sonore sono sempre azzeccate).
Storie crude con una morale, che talvolta colpisce come un pugno nello stomaco. Opere che ti fanno sognare da bambino e riflettere da adulto.

Drvso

ps
Mi ero fatto il mazzo per mettere tutti i nomi in giapponese, ma oggi blogger non vuole riconoscermi il carattere e lo indentifica come errore html.....
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