martedì 7 ottobre 2008

Liberismo?

Posso, con qualche distinguo, definirmi un liberista. Non condivido l'idea che tutto debba essere in mano ai privati, in particolare i settori strategici dello stato: scuola, sanità, sicurezza, trasporti, energia, comunicazioni. Accetto che in questi settori esista una presenza privata, ma deve essere abbinata alla struttura pubblica (che deve essere d'eccellenza! Altro che diritto di scelta della scuola privata, a spese del contribuente, a danno di quella pubblica).
Di tanto parlare di liberismo, in questi giorni si è avuta la conferma che era tutta aria fritta. Mi riferisco a due questioni in particolare: Alitalia e banche.
La prima è un'azienda in perdita, gestita malissimo (vedi Cimoli), in cui molti dipendenti cazzeggiavano, grazie all'assunzione con raccomandazione di ferro. Il governo ha speso milioni di euro (nostri!) per "salvarla", regalandone le parti migliori ai soliti noti. Se questo è liberismo, io ho i capelli. A mio avviso era da far fallire o regalare ai francesi.
Altro caso assurdo è quello delle banche. Perché bisogna spendere denaro pubblico per salvarle, anziché spendere quei soldi per indennizzare i truffati? La gente si è indebitata e rischia, grazie a certi giochi poco chiari, di perdere la casa, a causa di qualche rata non pagata perché il tasso variabile le sta uccidendo. Anziché aiutare loro, si preparano maxi prestiti (sicuramente "a babbo morto") per salvare i colpevoli di questa situazione: i signori che stanno mandando a rotoli l'economia. Si potrebbe fare un parallelo con un tizio che spara ad un altro e scappando si rompe la gamba: in questo momento, l'unica ambulanza disponibile è per l'assassino azzoppato, non per la vittima.
Hai fatto fallire la banca, coglione? Uno stato che ha i cittadini come primo pensiero risponderebbe: azzero i debiti ai piccoli e mi inculo i grandi manager!
Siamo liberisti? Allora che i signori di Wall Street&co paghino le loro malefatte e non pretendano aiuti dallo stato. Decine di piccoli imprenditori sono stati costretti a chiudere a causa di giochi bancari, problemi legati alla crisi e per un sistema fiscale assurdo (l'anticipo delle tasse per l'anno successivo è arrivato al 92%! Soldi che presuppongono, verranno incassati l'anno successivo!).
Se ci fosse vero liberismo, i grandi andrebbero a gambe all'aria come i piccoli e per quanto riguarda i debiti: chi ha avuto, ha avuto; chi ha dato, ha dato. Così come funziona per le aziende piccole. Basta aiuti ai gestori delle autostrade, ai signori di banche, assicurazioni, telecomunicazioni, etc.
Se lo stato deve dare soldi a qualcuno, che questi non sia il Tronchetto di turno. Liberismo vuol dire assumersi l'onere del rischi d'impresa, non "ho i capitali, quindi l'amico stato mi deve aiutare".

Drvso
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