domenica 2 novembre 2008

La parola magica

C'è una parola che può attivare una magia che farà risollevare il paese. Una parola che cancellerà, di colpo, quanto di peggio c'è al mondo.

In questo disastrato paese, da decenni conta solo il proprio orticello, coltivato a scapito del prossimo. Una nazione che non è più patria, né famiglia, ma una grande azienda di avvoltoi pronti a scannarsi l'un l'altro. Un paese che va alle cozze, nell'indifferenza generale, di chi si preoccupa della propria panza. Il paese dell'IO.
Homo homini lupus.

Ora fermiamoci un solo istante e guardiamo la gente intorno. Consideriamo che il loro benessere, influenza il benessere personale.
Se loro hanno una città sicura, io ho una città sicura, tu hai una città sicura. Se loro hanno ottime scuole, io ho ottime scuole, tu hai ottime scuole. Se loro hanno ospedali privi di raccomandati incapaci e pieni di ottimi medici, io ho quegli stessi ospedali, anche tu. Se loro possono lavorare al sicuro per una paga onesta e orari umani, io posso, tu puoi. Questi sono i primi esempi che mi sono venuti in mente; ve ne sono miliardi.
Loro+te+io=noi è questa l'equazione fondamentale per una convivenza felice in un paese prospero. Questa è la magia: abbandonare l'IO e tornare al NOI.
Quando, in ogni epoca, c'è stato il NOI: è stato ricostruito un paese, sono stati ottenuti dei diritti, si dormiva con la porta aperta, si stava bene.
È tempo di smettere di occuparsi solo del proprio orticello.
Noi siamo un popolo, noi siamo un paese, noi siamo una specie.
Cane non mangia cane.

Drvso
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