sabato 29 novembre 2008

L'insostenibile peso del verbo

La più grande invenzione e più grande disgrazia del genere umano è la parola.
Oggi, ad esempio, mi sono trovato, mio malgrado in una discussione accesa con una ragazza per la quale non nego di provare un grande interesse. A dirla tutta, mi fa girare la testa e mi provoca emozioni che in pochi casi sono venute a bussare al mio interno e mai tutte a causa dalla stessa persona.
Io ho la mia dose di colpe. Purtroppo, so parlare in soli due modi: o tra le righe, o diretto e quando sparo diretto, istintivamente colpisco per uccidere (non lo faccio apposta).
Non conosco le mezze misure.
Forse avrei dovuto ingoiare il primo rospo e tenermi per me quel che pensavo, magari accennandolo in maniera "delicata", ma non sarei stato coerente con me stesso. Quando le ho dato dell'immatura, lo pensavo, magari sbagliando. Perché mediare e cadere nell'ipocrisia?
So essere ipocrita e falso, è semplicissimo, ma non con le persone che stimo o a cui tengo.
Magari, ho sbagliato ad interpretare il maledetto sms e mi sono infervorito per niente. Ho letto il messaggio, interpretandolo come una scusa ridicola per non uscire (a seguito di altre volte in cui via sms mi dava pacco). Fatto sta che ci sono andato un po' pesante, con la risposta. Da quel momento è stato un susseguirsi di sms con toni sempre più alti.
Come al solito, la telefonia non mi è venuta in aiuto... Tra quella baracca del mio telefono e la cellula sovraccarica, il segnale non era costante e tentare una telefonata era inutile (se già così si sono incrinati i rapporti, figurarsi se fosse caduta la linea nel momento clou....).
Dall'altra parte, c'era una persona che in quanto permalosità se la gioca bene con il sottoscritto. È andata subito su tutte le furie, suppongo per una qualche lesa maestà.
Ma cazzo! Ogni volta che riesco a strapparle un appuntamento (l'ultima volta sono scaduto nel patetico, secondo i miei canoni), mi arriva sms in cui dice che c'è un contrattempo. Suppongo sia umano pensare male e farsi girare i maroni. L'ultima scusa mi è arrivata come un calcio di punta nei coglioni ed ho reagito d'istinto.
Aveva ragione Aristotele, quando sosteneva che il cervello serve a raffreddare il sangue caldo proveniente dal cuore. Questa volta non ho pensato... molto male!
Dopo uno scambio di sms poco amichevoli, da buon ometto ho calato le braghe, cercando di mediare e salvare il salvabile. Non ho ancora avuto risposta....

Morale: ho perso i soldi della prenotazione (diciamo che è la buona notizia) e sono a casa a rosicarmi dall'incazzatura, ho un mal di testa da competizione e, in cauda venenum, temo di aver rovinato quello che poteva essere un bellissimo rapporto, con una persona che sa stimolarmi e incuriosirmi come nessuna prima.
Un diamante di pregio nella cui luce e simmetria della moltitudine di sfaccettature, ci si può perdere: e il naufragar m'è dolce in questo mare.

Marco Drvso
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