giovedì 28 maggio 2009

Rosa bianca

Più bella e delicata delle precedenti, è la rosa bianca.
Un fiore dalla virginale bellezza che toglie luce a tutti gli altri, ponendosi al di sopra di ogni colore. La sola rosa con un profumo fantastico, la sola rosa che mi sono sempre rifiutato di cogliere, anche se lo vorrei.
Starei giorni interi a guardarla sbocciare, vivere e sfiorire. Anche quando i petali si raggrinziscono e il candore lascia spazio ad un triste giallognolo, resta la più bella. Tanto bella da amare a distanza per non corrompere la sua meravigliosità, con la mia grossolana e fallace umanità. Ho conosciuto tante rose, di tutti i colori, ma una sola rosa bianca. Una persona dal candore struggente che non conosce il proprio valore (non mi sto riferendo a chi potreste pensare, bensì ad una persona insospettabile, di cui non ho scritto né parlato). Altre rose presunte bianche ne ho conosciute, ma nessuna ha saputo mantenere quel colore dopo una osservazione approfondita, solo lei ha questo candore magnifico.
A lungo ho studiato questo soggetto, cercando di capire quale colore nascondesse ed ogni volta risultava la somma di tutti i colori, la sola a concedere il bianco ai miei occhi. Per questa ragione ho voluto esserle amico, per contemplare da vicino quella sua magnificenza che mi fa desiderare che non cambi mai.
Un fiore all'apparenza privo di colore, che in realtà li contiene tutti e li dona al mondo sotto forma di candore. Bianca come la verginità (non mi riferisco alla sola verginità sessuale), come un foglio che aspetta di essere scritto. Carta che non deve essere sprecata o, peggio, macchiata inutilmente.
La carta nuova, il giardino dello scrittore, è il paragone migliore che so trovare. Il candido foglio che nasconde in sé una storia che lo scrittore, il disegnatore, il piegatore (origami) sa svelare per donarla al mondo: questa è la rosa bianca. Con tutte le mie velleità artistiche, però, non penso di essere adatto ad un ufficio così alto.
Seppur bianca, è una rosa e sa difendersi dal mondo con le sue spine acuminate. Mi è spiaciuto constatare che non sappia vedere il proprio valore, non capisca la propria magnificenza e tema le sue spine, avvertendole come troppo grosse e pericolose per gli altri; un ragionamento che conosco bene e mi ha condizionato a lungo. Cosa altro posso dire su qualcosa che toglie il fiato?
Solo una cosa: qualora aveste la fortuna di incontrare una rosa bianca autentica, prodigatevi affinché non perda questa sua qualità in modo sbagliato. Non dico di fermarne la naturale evoluzione, bensì di fare in modo che il cambio non comporti colorazioni sbagliate o false. Salvatela, senza imporvi, lasciando che segua il suo cammino, perché finché esisteranno rose bianche a ricordarci cosa sia stato essere candidi, il mondo potrà migliorare e noi con lui.
Vogliatele bene e non macchiatela, né coglietela, perché tra le rosacee, i virginali fiori bianchi danno i frutti migliori.

Marco Drvso
Posta un commento