giovedì 17 settembre 2009

Non rende ciechi

La masturbazione non rende ciechi, altrimenti non si spiegherebbe la mia ottima vista....
A questo punto, la domanda è: la sega mentale cosa comporta?
Oggi disquisivo amabilmente con una mia carissima amica su quanto ho scritto al ritorno dal Giappone e lei mi ha fatto notare, senza mezzi termini (come piace a me), che sapeva di masturbazione mentale. In effetti, questo era: profonda riflessione interiore, condita di sana tristezza e indecisione sul fatto che fosse bene o male, quello che i dotti chiamano profonda sega. Tra l'altro, ha detto che erano post talmente masturbativi da risultare brutti (non in questi termini, brutti escluso). Comunque, tanto di cappello a chi ha avuto il coraggio di leggersi tutta quella montagna di parole ed è sopravvissuto per parlarne.
Tante volte la masturbazione mentale è terapeutica e non intacca la vista!
Ma sì! Ogni tanto ci vuole un po di sana autocommiserazione, mentre ci si getta merda addosso, lagnandosi dei mali del mondo, stratracannando e stramaledendo le donne, il tempo ed il governo (anatema a chi non coglie la citazione!). Si intende: che non diventi un vizio!
L'ultima overdose di minchiate cerebrali è servita per chiudere un circolo vizioso, in cui mi ero infilato. Trovare una persona che, suo malgrado (e sfiga sua), ha acutizzato qualcosa di latente, facendolo uscire allo scoperto, è stato utilissimo per portare a galla qualcosa di più profondo.
Schegge di consapevolezza che sono esplose in Giappone e che ho cercato di spiegare nei post tanto criticati (in effetti, a livello estetico sono delle chiaviche). Di certo, non ero il solo a far lavorare male il cervello....
Quasi mi vien da ridere a rileggerli e ripensare a certi meccanismi perversi della mia mente bacata. Forse, anche questo è crescere? Ridere su quanto sembrava doloroso e folle, nella ricerca di luce in un tunnel di pensieri neri.
Sinceramente, lo ignoro. So che è mezzanotte e domani mi aspetta un'altra bella giornata di lavoro. Ho un milione di cose da fare e poco tempo da perdere in seghe e dietro a fantasmi passati e futuri.
Alle volte, è bene mettere un bavaglio a certe aree del cervello e proseguire il cammino.

Marco Drvso
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