sabato 5 giugno 2010

E non lasciano l'erba

Sono passati 100 anni da quando ho sentito per la prima volta quella canzone di Celentano. Già all'epoca la mia coscienza "ambientalista" era presente e in me era già suonato un campanello d'allarme, legato anche ai racconti dei miei che descrivevano le periferie milanesi circondate da prati. Poi con gli studi di agraria alle superiori e geologia all'università, la ma visione del mondo si è affinata ed ho imparato a notare meglio alcune cose.
C'è un doveroso distinguo da fare: io non sono un ambientalista, ecologista e cazzate varie. Nulla ho da spartire con i fighetti dell'ecologismo militante (insomma: i soliti quattro stronzi, superficiali, radical chic, capaci solo di riempirsi la bocca, che si trovano in ogni movimento, persino nell'estrema destra). Sono solo uno che si preoccupa della zattera poggiata sul nulla, che ci mantiene in vita e nel suo piccolo prova a salvare almeno il proprio giardino con comportamenti ragionevoli.
Orbene, dopo la piccola digressione, ho piacere a puntare l'argomento della discussione: i fetenti palazzinari. Ovviamente non mi riferisco al variegato universo di piccole aziende legate al settore edile, che producono una bella fetta della ricchezza del paese, la maggior parte delle quali campa di ristrutturazioni e, sovente, finisce per essere il capro espiatorio per le porcate di altri. Mi riferisco ai grandi costruttori che spargono cemento e brutture in giro per il paese, a spese nostre. In sintesi: rovinano ulteriormente questo mondo disastrato e ci beffano inculandoci i soldi.
Questi personaggi di cui non farò nomi, perché sono notissimi e legati alla politica (uno è il suocero di un ex leader della coalizione di governo, uno è un ex ministro, uno è pappa e ciccia con mezzo parlamento e regala case, un altro (oltre al già citato benefattore) se la fa con i grandissimi capi dell'ente di volontariato di cui ho fatto parte, uno, addirittura, è presidente del consiglio, etc). Cosa fanno costoro? Nella loro ignoranza e brevimiranza pensano che sia giusto costruire e arricchirsi con costruzioni inutili. È il ragionamento idiota dei banchieri che hanno creato la crisi e di tante altre associazioni criminali che dimostrano l'assioma (mio) "gente piccola, idee del cazzo".
Tecnicamente, stanno mandando in vacca il paese, impoverendolo e tutto questo gli tornerà dietro. Potrebbero fare miliardi con il recupero del dissesto idrogeologico del paese, la messa in sicurezza dei palazzi che hanno costruito "a cazzo" e il miglioramento delle infrastrutture, decisamente inadeguate, invece: costruiscono ponti sul nulla (l'ultimo è spuntato vicino a Gaggiano), edilizia residenziale che nessuno può permettersi, opere faraoniche di dubbia necessità, tutto con materiali di scarsa qualità, su terreni sovente inadatti (e ne so qualcosa), togliendo spazio alla natura e al suolo agricolo.
Per la cronaca: l'Italia non è più indipendente dal punto di vista alimentare. Sorvolo sulle condizioni del territorio, perché come per la questione dei nomi, sarebbe un'inutile ripetizione di cose notissime.
Ho approfittato di questo periodo di scarso lavoro per fare qualche giretto con Sara e ho visto, in tutta la sua bruttezza, quanto ho scritto finora.
Pedalando sulla ciclabile che costeggia l'alzaia fino ad Abbiategrasso, si vedono spuntare ovunque nuovi complessi residenziali. Con questa crisi, mi domando, chi si può permettere una casa? La maggior parte sono in edilizia convenzionata (cioè a spese nostre). Negli anni l'edilizia convenzionata è stata la salvezza di molte giovani coppie che non potevano permettersi una casa, però pochi sanno che queste stesse coppie si ritrovano con un immobile che, nel momento in cui vorranno rivenderlo, si dimostrerà un affare in perdita perché il valore sarà sempre sotto quello di mercato (giustamente, altrimenti si farebbe un altro regalo agli speculatori), ma così basso da non permettere di rientrare dei soldi spesi (leggasi non coprono quanto si è fregato la banca in interesse, spese, etc). Ho visto sparire grandi porzioni di quella campagna che ha reso ricca la Lombardia, a favore di inutili costruzioni.
Discorso analogo vale per la città. Ieri sera passeggiavo per uno dei pochi quartieri non brutalizzati dalla bombe americane del '43 (ricorderei che il grosso dei bombardamenti furono volutamente effetuati su aree residenziali e storiche), né dai socialisti e dagli speculatori (in molti casi più dannosi di una guerra).
Non ho nulla contro il liberismo e il mercato selvaggio, però qualcuno spieghi a questa gente che così sbagliano e le loro azioni potrebbero ritorcersi contro (spero sempre che ci siano i loro figli sui cavalcavia che crollano, dentro le case degli studenti, etc). Analogo ragionamento vale per i banchieri e gli speculatori, i folli delle case farmaceutiche, gli industriali pazzi che fanno costruire in Cina poi si lamentano se la loro produzione esce contraffatta dopo 10 minuti, etc.

I magnati del cemento hanno distrutto aree storiche, la campagna, stanno privando il paese del solo per l'agricoltura e noi li stiamo lasciando fare....

Marco Drvso
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