giovedì 9 febbraio 2012

Il giusto grado di serietà per vivere felici

Da qualche giorno sto impazzendo per questo video. Sono la "The Ukulele Orchestra of Great Britain" che suona il tema immortale de "Il buono, il brutto e il cattivo".
Prima di andare oltre, vi consiglio di cliccare sul link del video e vederlo tutto.
Sono professionisti che prendono molto seriamente quel che fanno, si vede. Immagino ore di prove e studio per arrangiare i pezzi e preparare lo spettacolo. Musicisti serissimi, che sanno cosa fanno e si sbattono per farlo.
La loro grandezza è nel non prendersi troppo sul serio. La loro onestissima vena di cazzonaggine si evince dal loro sito e in tanti video, in cui propongono cover parodistiche di successi mondiali, da "Anarchy in UK" rivista in chiave reggae, a "Smell like teen spirit" in cui danno il meglio di loro, fino ad un medley tra "Life on Mars" e "My way".
Se si prendessero troppo sul serio, non produrrebbero certi spettacoli.
Questa è esattamente l'idea che volevo trasmettere nell'ultimo post, riferendomi al non prendersi troppo sul serio. Nel video vedete altissima serietà artistica, vissuta con meravigliosa leggerezza nel presentarsi al pubblico e proporre il proprio lavoro.
Se si prendessero troppo sul serio, non farebbero mai spettacoli simili (e sarebbe un peccato), né potrebbero perché la gente troppo seria non ha la vena giocosa che solo a pochi rimane, superata una certa età: il fanciullino pascoliano, per intenderci.
Ecco cosa intendo, quando dico di non prendere la vita con troppa serietà.

Marco Drvso
Posta un commento