mercoledì 11 luglio 2012

Auguri nonno

Oggi, mio nonno avrebbe compiuto 92 anni. È qualche anno che non c'è più, ma lo sento sempre con me e spesso mi piace osservare il mondo attraverso i suoi occhi.
Classe 1920, i suoi anni migliori se li sono portati via il ventennio (a dire il vero, raccontava di essersi divertito, ma faceva parte di una famiglia agiata di decaduta nobiltà meridionale) e la guerra, con annesso soggiorno in campo di concentramento tedesco. Tornato a piedi dalla Germania, come successo a tanti altri, con un diploma in tasca si mise a lavorare alle poste ed incontrò il pensiero comunista, si trasferì al nord, dove conobbe mia nonna Ottavia (bresciana).
Si era ritrovato con un diploma magistrale, perché poco prima di dare la maturità classica fu chiamato al fronte. Peccato. Aveva una bella testa, leggeva tantissimo (quanto amavo la sua libreria) e poteva aspirare a ben altro. Aveva una gran testa, tutta sua.
Fece una famiglia numerosa e lavorò sempre come un mulo, poi andò in pensione e si aprì un negozietto di quadri. Non sapeva stare senza lavoro. Anche quando decise che era tempo di chiudere, poco dopo la morte della nonna, comunque mantenne i contatti con i clienti e continuò a tenersi attivo. Ricordo un memorabile viaggio a Monaco di Baviera, per incontrare alcuni grossisti di tele. A 85 anni mi ringraziò di avergli fatto scoprire netscape, perché per lui explorer era pessimo; aveva acquistato il primo pc solo un anno prima. Poi venne l'ictus e in pochi mesi non ci fu più.
La sua era la generazione che aveva ricostruito l'Italia, creato la repubblica e il boom economico ed era stata tradita da chi era più in alto. Una generazione che quando era stato il suo turno di prendere le armi contro il potere lo aveva fatto, quando era stato il tempo di rimboccarsi le maniche lo aveva fatto, purtroppo: ribadisco che furono traditi e fregati.
Non so cosa farebbero adesso se fossero ancora giovani. Purtroppo la mala informazione e la tanta distrazione ordita dal potere fa in modo di distrarre la gente dai veri obiettivi, creando solo molta confusione. Oggi è difficile mostrare quale sia il vero nemico da combattere.
Mi manca, ma sono contento che non ci veda, mentre andiamo verso un regime che si risolverà in qualcosa di ben peggiore di quello di hitleriana memoria. Lui lo sapeva bene che nel passato è nascosta la chiave del futuro e che le dinamiche umane tendono a seguire schemi precisi.....
Un grande italiano che non c'è più e lo si può solo commemorare.
Auguri Nonno Gianni.


Marco Drvso
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