sabato 14 febbraio 2015

Nell'ora più buia

Sovente si tende ad identificare il termine apocalisse con la fine del mondo. In realtà, ha un significato positivo, dal greco apokalypsis, che letteralmente è "allontanare ciò che è nascosto" o con molta meno poesia: svelare, termine bellissimo, che preferisco al suo ambiguo sinonimo rivelare.
Non è un segreto che io ami leggere e tra le mie letture preferite ci sono la fantascienza, i testi sacri, le storie fantastiche e le fiabe; ovviamente non disdegno le produzioni teatrali, cinematografiche, televisive e fumettistiche che, per nulla togliere alla carta scritta, sovente sono dei capolavori. Questi generi letterari hanno in comune il fatto di trattare temi profondissimi, quasi delle opere morali, attraverso vicende che ondeggiano tra il vero, il probabile, il fattibile e l'assurdo, in modo che sia il lettore a comprenderne e trovarne il senso, talvolta personale. Qualcuno storcerà il naso a leggere questo, ma tra le vicende che i greci hanno inciso nel cielo, quelle raccolte dai fratelli Grimm e nei fumetti di Stan Lee, non c'è grande differenza: tutte veicolano il messaggio tramite il fantastico, muovendo la fantasia del lettore, obbligandolo ad entrare nella storia e cercare. Chi si ostina a leggere i testi sacri alla lettera, dimostra di aver capito poco o un cazzo (mia personalissima idea, di cui sono, praticamente, certo).
Filone molto interessante è l'escatologia.
Spesso si narra dell'ora buia, quando anche la speranza, l'ultima uscita dal vaso di Pandora, sembra persa e l'umanità si avvia, in genere motu proprio, verso la sua ignominiosa fine. In certi racconti, lo scenario è persino più angosciante di quello biblico: un mondo in preda alla follia, in cui si arriva praticamente al cannibalismo, in uno scenario di guerra, devastazione e perdita di ogni freno morale.
Se vi sembra di avere un deja vù, vi consiglio di riaprire il giornale e togliervi ogni dubbio.
La situazione attuale penso rappresenti i minimi termini della civiltà umana. Ovunque conflitti, fame, ingiustizie, travestiti da progresso e democrazia. Figurarsi che in certi paesi si stanno approvando leggi per i reati d'opinione e mi riferisco a paesi del nostro continente. Con la scusa della modernità, si stanno approvando e imponendo riforme (le famose riforme di cui tutti parlano) mirate all'ultra liberismo, che in soldoni altro non è che creare un mondo in cui si vale per quanto denaro si possieda, in cui i tanto sbandierati diritti civili saranno per tutti, ma sperate di non ammalarvi o di non perdere il lavoro e vedete di non avere pretese. Una forma moderna e globalizzata del medioevo.
Purtroppo, con le premesse che ci sono, la situazione potrebbe risultare anche peggiore, sperando che non scoppi una guerra nucleare o che il conflitto diffuso (qualcuno lo chiama terrorismo) non si espanda ulteriormente.
Ciò che più mi fa impazzire è vedere che l'umanità altro non è che una massa di schiavi, che si illude di essere libera e passa la sua vita a cercare di farsi schiavizzare da altri schiavi, fino a giungere in cima alla piramide su cui siedono altri schiavi, vittime delle loro nevrosi e convinzioni, frutto, suppongo, di una educazione distorta e un super-ego che ha preso il sopravvento. Schiavi delle loro fissazioni, che arrivano alla distruzione di ciò che bramano, nel vano tentativo di assecondare la brama, come la regina di Biancaneve, che per essere la più bella del reame, rinuncia alla propria bellezza trasformandosi in una orribile vecchia, per uccidere la ragazza o Paperone, che nella sua smania di ricchezza vive come un povero indigente.
Schiavi e pazzi che si scannano a vicenda, inseguendo illusioni, rendendo un inferno il transito terreno: questa è l'umanità.
Le storie di cui sopra, in visioni molto più esasperate, ci mostrano sempre i soliti 4 possibili finali:
1) Estinzione del genere umano. Dal nostro punto di vista sarebbe la fine del mondo, ma non temete: la Terra (salvo che qualcuno non abbia trovato il modo di farla esplodere) e la vita su di essa sopravviveranno benissimo senza di noi, per i prossimi 5miliardi di anni.
2) La totale involuzione, in stile 1984 o Mad Max. L'opzione che maggiormente mi spaventa. La fine di tutto sarebbe come il sonno senza sogni descritto da Socrate nella Apologia e sarebbe preferibile all'incubo perpetuo.
3) Arrivo di un agente esterno che ci salva da noi stessi, indicandoci il retto cammino. Non sarebbe il massimo, perché resteremmo comunque schiavi. Più evoluti, belli. bravi e simpatici, ma comunque schiavi, incapaci di migliorare noi stessi, senza un intervento esterno. Questa è la più gettonata tra i testi delle religioni rivelate.
Il quarto scenario è il più bello, quello che scalda il cuore e dona speranza: giunti al fondo, gli esseri umani si guardano in faccia e capiscono di aver sbagliato tutto, quindi si uniscono in uno sforzo collettivo e ricominciano la propria evoluzione, fino alle stelle, in uno sforzo collettivo. Ci salviamo da soli, comprendendo che quelle che definiamo leggi, come l'economia, altro non sono che regole di un gioco che non ha basi nella fisica e quindi possono essere cambiate. Non possiamo invertire il vettore gravitazionale, ma possiamo buttare alle ortiche le presunte leggi che ci obbligano a chiudere ospedali ed elargire pensioni da fame o obbligare la gente a lavorare 7 giorni su 7, finché non rendono l'anima. Si abbandonano tutte quelle stronzate, chiamate ideologie, che se per un verso sono interessanti e corrette indicazioni di un retto vivere, da un altro sono solo religioni a cui aderire ciecamente, fingendosi superiori, accettando ogni dettame senza mettere alcun dettaglio in dubbio, pronti ad avventarsi sul nemico.
Non so se il prossimo passo evolutivo sarà la macchina pensante, la quale dovrebbe eliminarci per il nostro bene (finale misto tra 3 e 4), l'ascesa verso una nuova form, il ritorno ad una vita agreste, non ne ho idea. Mi piace, però, sperare che si giunga a qualcosa che non preveda la vincita delle nostre nevrosi che ci conduca alla fine o all'incubo perpetuo.
Nonostante tutto, siamo una specie meravigliosa, anche se tendiamo a dimenticarlo, capace di imprese uniche e sarebbe un peccato gettare tutto alle ortiche.
Lo so, c'è gente che si è venduta un figlio per uno smartphone, che confonde la prostituzione con l'emancipazione, che vive imboccata dalla tv, che passa la giornata a fottere il prossimo, che si fa ammazzare per un libro che conosce a memoria ma non ha mai capito, che pensa che solo mettendo sotto gli altri possa essere felice, c'è tutto questo schifo e c'è anche di peggio e questo peggio gronda dovunque, lanciando il suo fetore fino al cielo, ma in questo schifo c'è ancora quella magnifica lucentezza che ci ha portato alle stelle, ci ha dato la musica, la matematica e la letteratura, una lucentezza che ci fa amare i nostri simili e le altre creature.
Ricordiamocelo, prima che sia tardi e facciamo ripartire la nostra crescita interiore e la nostra evoluzione, perché il famoso punto di svolta è adesso e rischiamo di perderlo, perdendo noi stessi

Marco Drvso
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