sabato 16 settembre 2017

Materia di sogni e stelle

Scriveva Il Bardo ne La tempesta:"Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita".
Era il XVII secolo Galileo dimostrava Copernico, togliendoci dal centro dell'Universo, distruggendo quel magnifico, fermo ed immutabile universo magnificamente descritto da Aristotele e Tolomeo, gettandoci in uno apparentemente caotico, privo di centro, privo del punto fermo, fondendo per primo moto e quiete in un gioco relativo delle parti. Pochi anni dopo Newton diede ancor più senso all'universo di Galileo, in un secolo che vide il fiorire della scienza e della scoperta.
Visto così, sembra un gran secolo, peccato che il '600 si ricordi per guerre religiose, controriforma, roghi di streghe (voglio sfatare un mito: i più attivi incendiari non furono i cattolici, bensì i protestanti), peste, superstizione, ignoranza e per esserci giocati il grandissimo Giordano Bruno.
Bruno e Shakespeare avevano intuito qualcosa di fondamentale, che la scienza moderna ha ampiamente dimostrato: siamo fatti della materia dei sogni e delle stelle.
Il sogno è un prodotto elettrochimico del nostro cervello, ne consegue che materialmente è ciò di cui siamo fatti noi. A nostra volta, gli atomi che ci compongono sono "nati" nelle stelle, per fusione nucleare: c'è stato un tempo in cui fummo tutti la supernova che ha dato vita alla nube di Kant-Laplace, da cui nacquero il Sole e i Pianeti, compreso Gaia, di cui facciamo parte. L'energia che ci permette di funzionare è prodotta dal Sole, una stella. La materia e l'energia, come scoperto e dimostrato nel XX secolo, sono la stessa cosa, in forme diverse (è volutamente semplicistico, non mi pare il caso di buttarmi in disquisizioni su Einstein, Plank e la fisica degli ultimi 2 secoli).
In origine eravamo la singolarità che ha dato inizio a tutto, siamo stati quel "brodo" indistinto da cui hanno fatto capolino le particelle elementari, ci siamo uniti in particelle più grandi, poi in atomi di idrogeno, poi ci siamo uniti nelle prime stelle, ci siamo fusi in atomi più grandi, siamo esplosi, ci siamo riuniti in altre stelle, pianeti e infine, nel gioco del caos, questa polvere di stelle si è unita e divisa per dare forme sempre diverse, fino a scriversi in un codice che si è trasferito da una forma all'altra, da quando eravamo poco più che cellule, poi vermiciattoli cordati, pesci, anfibi, rettili, mammiferi e siamo arrivati qui. 15 miliardi di anni in cui abbiamo cambiato forma, essenza, ci siamo rimescolati, divisi, uniti, in quella lunga sarabanda chiamata vita dell'Universo, di cui ipotizziamo un unico, formuliamo ipotetici finali, ma di cui sappiamo ben poco.
Siamo polvere di stelle e sprechiamo l'esistenza inseguendo idiozie, trascurando il peso del nostro retaggio.
Siamo stelle, impariamo a brillare e facciamo per qualcosa di grande, come regalare sogni a chi vedrà la nostra luce, quando ci saremo spenti, ma l'eco luminoso riempirà ancora il cielo e, magari, l'essere che faremo sognare saremo noi, sotto una nuova forma.

Marco Drvso

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