domenica 1 ottobre 2017

Passato pacificato

Il vecchio detto parla della coda o dello zampino del diavolo in relazione alle coincidenze. Personalmente preferisco parlare del dubbio, ma tempestivo, senso comico dell'universo.
Un simpatico zuzzerellone che a modo suo sa quando colpire. Che i colpi siano propizi o nefasti poco conta, lui colpisce e non chiede scusa (e non vuole un grazie - cit), quel che gli interessa sono il tempismo e una sana dose di ironia.
Sto portando avanti, da circa un mese, una piena ripulitura del karma. Si parte acquisendo consapevolezza del presente, compresa la lunga pausa nella produzione scritta, e del percorso che ha condotto quivi, in particolare su quelle cose che ancora fanno male. Talvolta delle stronzate, ma accadute in dati momenti, con un contorno particolare che le ha rese ancore nel passato.
Il primo passo è accettare che sia andata così. Niente perdite di tempo chiedendosi il perché o ipotizzando inutili scenari alternativi: accettare che così è andata e non si può tornare indietro, al massimo, se proprio ne valesse la pena, si può provare a rimediare.
Si identifica cosa pesi sul cuore, lo si affronta e, infine, lo si accetta e con un bel respiro lo si lascia andare via, a perdersi come un soffio nel vento, di cui resta solo una innocua eco.
L'istante subito successivo si vive una magnifica sensazione di libertà. Il cuore e leggero, lo stomaco smette di brontolare e il volto si rilassa. È magnifico. Si avvicina a quella fantastica sensazione di pienezza che sperimentai tanti anni fa, quando per pochi istanti sono stato parte del tutto, una esperienza prossima a quella che in ore chiamano buddhità.
Inciso: fu raggiunta tramite una meditazione camminata, senza alcun ausilio chimico!
Cercare la comprensione del dove si è, come vi si sia arrivati, attraverso una analisi priva di giudizio, semplice raccolta di dati, è il solo modo di dare un senso al resto del viaggio.
Mentre attraversavo a ritroso la mia linea temporale, alla ricerca del mio cammino, mi è giunto un messaggio, che dimostra il tempismo e l'ironia di questo pazzo universo. Un compagno delle elementari, che non sentivo da circa 30 anni (boia se sto invecchiando!), mi ha invitato ad una rimpatriata con compagni e maestre.
Chissà come sono cambiati, cosa fanno e tutto quel susseguirsi di domande scontate.
Analizzavo gli anni difficili e mi ritrovo immerso, in carne e sangue, in quelli festosi.
L'Universo ci parla, è cosa buona ascoltarlo e, qualche volta, "l'uomo saggio sa essere umile e chiede di ripetere, perché non ha capito". A questo giro, credo di aver copresonla sua approvazione.

Marco Drvso
Posta un commento