martedì 12 giugno 2007

il bar

Scusatemi lo sfogo del post precedente, ne avevo bisogno....
Oggi è stato superata quota 200 ingressi. Da un po' tengo d'occhio gli accessi e mi sono reso conto, con grande piacere, che ho un pubblico mattutino e serale affezionato. Sono contento che vi piaccia quel che scrivo. Un giorno vi ringrazierò tutti/e personalmente, compresa la nostra anonima notturna (appena scopro chi 6...).

Spesso si ignora l'importanza della casa allargata. Esistono posti che, in precisi momenti della vita, diventano parte di casa nostra. Uno di questi è il bar. Ho fatto il barman a lungo e riesco a vedere la questione dalle due diverse angolazioni.
Il bar è quel luogo (rigorosamente vicino a casa o al lavoro) in cui vai a finire la giornata lavorativa o iniziare la serata di svago. è quel luogo in cui incontri quelle persone con cui hai un rapporto strano. L'amico da bar è un soggetto che incontri quando ti capita, ci parli, ma non è nella cerchia dei tuoi conoscenti. è un essere che vive fuori dal mondo, una sorta di cugino lontano. Il classico parente che hai piacere di vedere, ma che frequenti poco, il tipico soggetto di cui parli di tutto e niente. Stessa cosa il gestore.
Si potrebbe pensare che siano rapporti superficiali, invece, spesso è il contrario. Certi discorsi che fai con l'amico di bevuta sono molto più profondi di quelli fatti con la propria patner, ad esempio. Il non avere niente da spartire nella vita quotidiano, fa delle persone del bar i migliori interlocutori. Soprattutto, in un bar non ci sono sconosciuti: al bancone si parla con tutti.
Oltre a questo, c'è tutto un corollario di sensazioni che solo un posto noto possono dare. Si incontrano sempre le stesse facce, ciò riporta all'atavico bisogno di avere una tribù (valido anche con gli estranei; essere nello stesso bar, crea una sorta di empatia). In questa tribù, non essendoci interessi comuni, si può fare qualunque cosa. La goliardia è di casa.
Ciò che conta, è sapere che esiste quel posto, dove andare a rintanarsi in certi momenti, senza esagerare. Troppo bar fa male. Bisogna saper calibrare bene i tempi (e l'alcool).
Personalmente, vivo il bar come un luogo d'ispirazione , in cui trovare stimoli per i miei lavori. Mi piace bere, senza strafare, perché l'alcool ha dei livelli. Quello che piace a me è il livello malinconia da vecchio poeta francese (poco prima della sbronza), perché stimola la creatività.
è bello, a fine lavoro, rintanarsi per fare due parole prima di andare a casa. Nel bar il tempo si annulla e si tira l sospiro di sollievo, prima di ricominciare a correre (cena, spesa, etc). Stessa cosa ad inizio serata: si passa per sentire le novità, si fanno due parole, poi si incontra gli amici e si va a fare serata.
Mi piacerebbe che questo blog diventasse una specie di bar.....

Tutti dovrebbero avere un bar...
Posta un commento