mercoledì 11 luglio 2007

Food for oil

Ricordi questa frase? risale all'epoca di desert storm...
Qualche mese fa ho letto un'interessante lettera-riflessione di Fidel Castro (leggi). Il capo di stato cubano lamentava la scelta di molti governi di appoggiare la produzione di biocombustibile derivato da colture atte all'alimentazione umana.
Ben vengano i combustibili ecologici (e la fine della dipendenza dal petrolio) che consentono un rapporto CO2assimilata/CO2immessa pari ad 1 (la CO2 liberata dai motori è quella assimilata a suo tempo dalla pianta).
Veniamo alla nota dolente: usiamo del cibo per far muovere le macchine. Inizialmente non ho prestato attenzione a questa chiave di lettura, galvanizzato dall'idea del biocombustibile...
Castro ha colpito nel segno. Me ne sono reso conto, leggendo le attuali quotazioni dello zucchero e del frumento sulle borse mondiali. Il problema non è semplicemente pagare un po' di più il kilo di pasta, c'è in ballo la nutrizione di molte aeree del pianeta.
Si parla tanto di surriscaldamento globale , di ricerca di nuove tecnologie energetiche e poco di nuovi standard di vita, soprattutto in paesi ricchi o emergenti... Vogliamo mantenere il nostro livello di spreco ai livelli abituali ed avere la coscienza a posto grazie alle mosse pseudo ecologiste, perché è questa la verità: mascheriamo col termine benessere la nostra vocazione allo spreco che ci fa sentire ricchi e ci fa vergognare (la mente umana è contorta). Non capiamo che è sufficiente rivedere i consumi per poter continuare ad usare il petrolio abbattendo, comunque, l'inquinamento.
Si parla tanto di rendimento delle forti alternative, considerando sempre la centrale vecchio stampo. Il bello delle energie rinnovabili è la possibilità di assimilarle in modo puntiforme (Es solare: la centrale non ha senso e rendimento economico, i tetti di Milano sfruttati come superfici d'assorbimento, invece, sono un'immensa fonte energetica); questo vale per ogni fonte energetica.
Sono il primo ad usare una stufa a legna, abbinata al riscaldamento a gas: brucio vecchi bancali ed altro legname di scarto e produco calore, senza dover ricorrere esclusivamente al gas russo. Con i nuovi carburanti, non bruceremmo materiale di scarto per alimentare le auto. Vogliono farci bruciare del cibo! Questo significa che intere aree coltivate per alimentazione andranno in fumo nei nostri motori.
Esistono piante come colza e canapa, coltivate per altri scopi, i cui semi possono diventare oli combustibili (non dimentichiamo che Diesel e Ford progettarono i loro motori prima dell'invenzione del gasolio...), senza intaccare aree coltivate già esistenti o, al limite, creando qualche seccatura agli allevatori (niente di irreparabile).
Quando lanciano i pacchi di aiuti al terzo mondo, nessuno si chiede cosa c'è dentro? Se non lo hai fatto, te lo dico io: farina, zucchero, acqua. Con due di quelli vogliono farci benzina: con due alimenti base della dieta di oltre metà della popolazione mondiale!
Agli attuali ritmi di crescita rischiamo una carestia mondiale, causata dall'errato utilizzo della risorsa alimentare. Tutto questo per non usare i mezzi pubblici e permetterci di tenere tutte le luci accese (quando vedo la sera gli uffici vuoti illuminati a giorno, vado in acido!).
Il futuro è utilizzo pragmatico delle risorse e differenziazione delle fonti di approvvigionamento energetico. Se punteremo, come sembra essere orientato il mercato, solo sui biocarburanti di origine alimentare, rischiamo veramente grosso. Quando i prezzi saranno alle stelle, potremmo trovarci con centinaia di milioni di persone affamate e pronte a tutto: un animale è più pericoloso quando ha fame!. Pensaci, ogni volta che fai il pieno e lo consumi in fila in tangenziale....

Drv
Posta un commento