martedì 10 luglio 2007

Gli amici e i cattivi

Prima di cominciare, voglio fare gli auguri (in ritardo di qualche ora) a Leonardo: cento di questi giorni!!!!! Devo riconoscergli una cosa, è lui il pungolo che mi fa andare avanti con la tesi e mi ricorda che, anche se farò altro, sono sempre uno scienziato!

Quando si è bambini, si divide il modo in due categorie: gli amici ed i cattivi (nemici). Purtroppo si cresce e si scopre la triste verità...Si scopre che gli amici possono essere i cattivi e che i cattivi non sempre lo sono fino in fondo.
Si cambia idea sui cattivi quando si comincia s tifarli nei cartoni animati. Per quelli della mia generazione ci sono: i cattivissimi odiosi (vedi quelli di Goldrake e simili), i cattivi simpatici (Megatron ed il comandante Cobra) ed i cattivi fino ad un certo punto che puntualmente impari ad amare (Raul, Darth Vader).
Di persone ne ho conosciute tante in vita mia (come dicevo ad una mia collega, il bello di fare il fotografo è: vedere posti, fare cose, conoscere gente...), ma da considerare amici molto pochi. Sarà che nella vita ho avuto grandi amicizie, finite dio solo sa perché (un paio delle quali ancora mi fanno girare i maroni-->espressione volutamente machista per non scadere nel sentimentale-->fermo restando che so di aver perso quello che per me era un fratello a causa di quella stronza di Elisabetta...) ed altre finite a causa di forti delusioni (anche a causa di soldi, in quel caso mi sono reso conto di quanta pochezza ci fosse nell'animo di quelle persone; sparire per non scucire soldi che devi, è veramente triste: tra amici si trova sempre una soluzione, merda che non sei altro!) ed, infine, le amicizie che non finiscono ma sono vittime di scelte di vita diverse.
Gli amici si possono dividere in due categorie fondamentali: quelli con cui ti diverti e quelli che sanno romperti le palle per il tuo bene; gli ultimi sono i migliori.
Ho imparato da mio nonno a valutare gli amici e i conoscenti e devo riconoscere che aveva ragione.
A volte invidio i marmocchi quando si avvicinano ad un loro coetaneo e, senza sapere niente, lo chiamano amico. Per loro l'amicizia è una cosa facile (non ancora sacra come per gli adulti dotati di sani principi) che può durare a lungo.
Amici se ne trovano in situazioni diverse. Ho amici della scuola, del lavoro, dell'infanzia, etc, che sebbene se li veda poco, so esserci. Ho la certezza che il giorno in cui ci incontreremo, sarà come se non ci vedessimo da poco tempo, quello è un amico.
Penso a quando sarò un vecchio (vivo a Milano, spero che non i ammazzi prima il cancro o qualche automobilista) acido, single e rompicoglioni e mi rendo conto che quel giorno, avrò solo gli amici. Un tempo pensavo che ne avevo abbastanza non avevo bisogno di altri, da qualche anno ho capito che si possono perdere e trovare, l'importante è saperli scegliere e ricordarsi di seminare bene.
Volutamente non ho fatto nomi per non scadere nell'ipocrisia o negli insulti, ma so di avere, tra le persone che mi circondano, dei buoni-ottimi amici su cui poter contare.

Bella raga, fiero di esservi amico!

Drv

Ps
Chi mi conosce sa se parlo di lui/lei...
Posta un commento