martedì 24 luglio 2007

紅の豚 (Kurenai no buta - Porco rosso )

Questo è un omaggio che voglio fare a quello che considero un maestro: 宮崎駿 Miyazaki Hayao.
Per chi non lo conoscesse (Vergogna, tremenda vergogna) è l'autore di alcuni dei più bei film d'animazione mondiali (non a caso è l'unico non americano assunto dalla Disney, con piena libertà artistica), tanto per citare alcune opere famosissime:"Lupin III", "Conan il ragazzo del futuro","Heidi". Ho citato solo le serie più famose, senza citare lungometraggi e collaborazioni.

Questa sera ho visto, finalmente, Porco Rosso (purtroppo in lingua originale con i sottotitoli; quei simpatici ragazzi della Buena Vista -Disney-, distributrice per conto dello Studio Ghibli, non hanno ancora doppiato il film...). Narra la storia di un pilota di idrovolanti italiano, Marco Pagot (in onore dei disegnatori di Calimero, con cui ha collaborato...), misteriosamente tramutato in un maiale antropomorfo. In questo film si uniscono i grandi amori di Miyazaki: le metamorfosi, il volo (è ingegnere aeronautico), l'Italia, l'onore...
Il fatto della metamorfosi non viene quasi mai trattato. Il protagonista è un maiale con un idrovolante rosso (da cui il titolo) che combatte contro i pirati dell'aria ed ha qualche piccolo problema con il governo provvisorio (il film è ambientato negli anni '20). Lo consiglio a tutti, perché è arte allo stato puro. è bello per gli aerei (sembrano veri, ho riconosciuto il bleriot IX), per la storia e per lo spaccato dell'Italia dell'epoca (ammetto che quando decolla dal naviglio, non sorvola Milano ma Parigi...). Lo consiglio, perché è una storia poetica che può commuovere.

Miyazaki ha uno stile unico che lo rende un vero poeta. Per quanto sia stato influenzato anche da altri autori giapponesi (primo tra tutti Go Nagai --> vedi Goldrake e Mazinga, tanto per dirne un paio), è lui l'unico che riconosco come maestro (sensei).
Nella risata sguaiata dei suoi personaggi, nei loro atteggiamenti alternativamente fini e rozzi (pensate a come Lupin sa essere una bestia in compagnia dei suoi amici e trasformarsi in un galantuomo d'altri tempi), nei cattivi mai troppo cattivi e nei buoni mai immacolati c'è qualcosa di geniale.
Spesso mi capita, quando scrivo, di immaginare i miei personaggi e li vedo con i volti disegnati da Miyazaki. C'è qualcosa di suo, in quello che scrivo e nel mio amore verso il Giappone (Nihon
日本) e in tante cose che, fino a poco tempo fa, credevo di avere perso.
Non è facile spiegare a parole la sua poesia. Ha creato dei personaggi meravigliosi che si muovono in un mondo terribilmente realistico, sebbene fiabesco. In tutto questo non è mai troppo giapponese o troppo occidentale. La sua bravura sta nel fondere questi due mondi lontani, cogliendo sempre le giuste sfumature; persino in Heidi (che è austriaca, non svizzera!) si sente l'eco del paese dei samurai.
Il suo tratto delicato e le tematiche trattate sempre in punta dei piedi, come solo un asiatico sa fare rendono leggero ogni argomento, senza mai scadere nel banale o nel superficiale. Disegni di una precisione maniacale, anche nei difetti che si fanno riconoscere a colpo d'occhio. Inquadrature degne dei migliori registi e , soprattutto (per me), uno stile narrativo che può solo essere invidiato e copiato.
Altre parole sono superflue, per descrivere il lavoro di un genio. Consiglio a tutti di investire un po' di tempo e godere dell'arte di questo maestro, perché i film d'animazione non sono cose per bambini...

Un fan accanito
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