venerdì 26 ottobre 2007

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Puntuale come uno svizzero, precisa come un cecchino, è arrivata la solita, immancabile, maledetta crisi depressiva. Sono anni che mi vedo buttare i giorni, avvelenato da dentro. Comincio a non sopportarlo più.
Ogni qual volta mi fermo (per qual si voglia ragione) mi ritrovo in questo stato di apatia e insofferenza. Questi stati mi hanno fatto diventare ciò che sono. Ho perso molto degli anni migliori, rinchiuso nei labirinti contorti e oscuri della mente, alla ricerca di una fioca luce di salvezza. Ogni volta ne sono uscito sempre più debilitato.
Ci si sente addosso un peso invisibile che limita ogni possibilità d'azione. Si osserva il mondo circostante come se fosse dietro uno spesso vetro e non se ne capisce la ragione. Qualcosa fa tilt nel mio sistema operativo e tutte le funzioni, lentamente, vanno in crash.
Sono giovane, sano, (dicono) intelligente ed ho molti lati positivi, eppure sono qui, chiuso in una stanza a pormi domande.
A volte mi chiedo: questo è vivere?
Marco

3 commenti:

Anonimo ha detto...

E' per questo che sei così simile a Stefano B. ...



Alessandra(ti ricordi?...)

Druso ha detto...

certo che mi ricordo!
Forza la ferrari campione del mondo!!!!

PS
è un po' che non sento Ste... sai che combina?

cla ha detto...

le domande se le pongo tutti solo che lcuni cercano l risposte altri preferiscono continuare all'infinito con le domande e poi ci sono quelli felici che o non si sono posti domande o si sono saputi dar edelle risposte