giovedì 22 novembre 2007

Avanti savoiardi

Prendo spunto dall'ultimo commento di Leonardo

Pirandello, nella prefazione del "Fu Mattia Pascal", espone con esempi eloquenti un assioma: la vita è più assurda della fantasia.

Tra casate con illustrissimi nomi, capaci di imporsi nello scacchiere internazionale e dettare la propria legge, come si possono scordare: gli Svevia-Altavilla (Federico II), i Medici (Lorenzo, vari papi, Caterina regina di Francia, etc), i Borboni (il ramo francese ha fatto una brutta fine, il ramo napoletano, attualmente, regna in Spagna), gli Sforza (Francesco e Ludovico, sono durati poco), i Visconti (quanti se ne vogliono, cito solo Giangaleazzo e Luigi XII, Visconti per via materna), i Borromeo (ne appaiono un paio sul calendario), gli Este, gli Scala, potrei andare avanti a lungo... In questo mare di nobiltà, più o meno illustre, vi era una famiglia: i Biancamano. Umberto Biancamano seppe intrallazzare con i reali di Francia e divenire conte della Savoia, da cui il nome della stirpe. I Biancamano durarono poco e furono sostituiti dal ramo cadetto, a loro volta estinti e sostituiti. Di questa casata si ha qualche eco storico, come insignificanti signorotti al soldo dei monarchi francesi. Ricompaiono con la sfortunata Bona, sposa di Galeazzo Maria Sforza e spariscono di nuovo. Nel XVIII sec cercano di farsi belli creando corti molto belle, affrescate e progettate da grandi artisti dell'epoca; sinceramente, delle belle opere.
Infine,quel simpatico ragazzo di Carlo Alberto ha la brillante idea di espandere il suo sfigatissimo regno. Fallisce nell'opera. Suo figlio Vittorio Emanuele II, purtroppo, ci riesce. Non fece l'Italia, ampliò il Piemonte, esportando la loro mediocrità e la loro politica ambigua e contraddittoria (vedi Cavour) che ancora ha strascichi nel parlamento.
Vi furono grandi piemontesi che seppero eccellere nella scienza, la politica, la letteratura: questo è innegabile! Gli altri furono l'inizio della fine.
Non contenti di aver incasinato tanti stati che potevano andare avanti benissimo (tra cui i più rovinati furono, in diversa maniera, Milano e Napoli), misero la corte a Roma, all'ombra der cuppolone.... Non bastavano i piemontesi, arrivarono anche i preti. Da lì un crescendo di stronzate, culminate con il periodo fascista e le leggi razziali, finito nel 1945.
Al contrario di alte casate europee che finirono il regno sotto la mano del boia (Borboni di Francia, Romanov, tanto per citarne alcuni), furono esiliati, a dimostrazione che in Italia lasciamo sempre i lavori a metà. I figli maschi fuori dalle balle e le femmine a godere delle molte ricchezze rimaste.
Ora, i due imbecillissimi Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto hanno deciso di fare causa al nostro paese e riavere ciò che era loro.
Per la prima volta si è vista l'unità di questo paese (forse mancano all'appello solo Silvio ed un paio di monarchici). Finalmente l'Italia è veramente unita nel mandare qualcuno a cagare! L'associazione degli orfani delle Ardeatine ha deciso di fare causa ai due imbecilli. Il governo minaccia di fare causa ai suddetti imbecilli, l'opinione pubblica è unita nel dare loro degli imbecilli, i parenti di Vittorio Emanuele sono tutti concordi nel volerlo esautorare dalla famiglia.
I savoia, questa volta, hanno fatto l'unità d'Italia!
Tutti uniti ne mandare a fanculo i due imbecilli sabaudi!

Non so se ridere o piangere....

Drvso
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