domenica 13 gennaio 2008

Minchia signor tenente! (il paese che non c'è)

Marx parlava di coscienza di classe; Kennedy parlava di amor patrio.
Entrambi concetti sono, tristemente, estranei alle italche genti. Stretti in una morsa di reciproca diffidenza, osserviamo chi ci circonda, attraverso lenti distorte. Freghiamo chi è nelle nostre condizioni, denigriamo chi sta peggio ed invidiamo chi sta meglio, cadendo in una spirale di odio ed egoismo.
In un paese di commissari tecnici, sempre pronti a criticare scelte e strategie altrui e pronti a proporci come gli unici possessori delle soluzioni, si è perso il valore della comunità. Purtroppo, non siamo i puffi.
Porto ad esempio la questione dei rifiuti a Napoli. È solo un esempio, ne potrei fare altri mille. La regione è sommersa da montagne di "munnezza" a causa dell'incapacità degli amministratori, delle connivenze con la delinquenza e della scarsa etica civica della popolazione (insomma, la colpa è di tutti). La situazione è nota a chiunque si sia minimamente informato, quindi, sorvolo la descrizione deprimente del biglietto da visita che diamo all'estero... Nelle altre regioni i commenti della popolazione sono sempre gli stessi: "gli sta bene la situazione e non fanno nulla per cambiarla? Che anneghino nella loro merda!" oppure "Così imparano a non fare la raccolta differenziata e lasciar chiudere gli impianti di riciclaggio", "Quei terroni sono troppo pigri anche per occuparsi del loro territorio", "La loro merda se la tengano loro, così imparano!"; potrei andare avanti per dei giorni.... A Napoli, invece, dicono: "È colpa dei politici", "Il nord ci ha riempito dei suoi rifiuti", etc...
A voler bene osservare, la situazione non è molto diversa da quella di Milano, quando priva del depuratore per le acque ha avvelenato il (il depuratore è arrivato dopo decenni di multe pagate all'UE; soldi con cui ne avremmo costruiti decine...).
La colpa è da ricercarsi nella mentalità idiota di questo paese. Solo da noi si passa sul marciapiede per non pagare l'ecopass. Solo qui gli evasori si lamentano del fisco, inventandosi scuse eroiche per la loro evasione.
Tutti vogliono fare i furbi e lamentarsi del prossimo, delegando ad altri le colpe del crollo di questo paese.
Per cambiare il mondo non servono grandi azioni, sono sufficienti piccoli gesti quotidiani. Per prima cosa, sarebbe bene ricordarsi che viviamo tutti nella stessa barca. Una barca in cui tutti devono dare il contributo per mantenerla a galla e sulla giusta rotta, perché se affonda: siamo tuti ammollo!
Bisogna abbandonare questo grezzo individualismo ed iniziare a dare, tutti, il nostro contributo, magari bacchettando chi non lo fa. Un mondo migliore si ha solo con cooperazione. Meno furbi!

Drvso

Ps
Parlando di furbi e connivenze, Poggiolini ve lo ricordate? È quell'individuo che aveva 12.000.000.000 di lire in un puff, raccattati ai danni della salute pubblica. Quello che ha rifilato sangue infetto agli ospedali, provocando migliaia di contagi da HIV, epatite B e C. Il processo sta per saltare per decorrenza dei termini, con relativa prescrizione. Queste sono le cose che avvelenano il paese, sapere che qualcuno può porsi al di sopra della legge, grazie agli amici. VI consiglio questo video di repubblica.
Posta un commento