venerdì 18 gennaio 2008

Studi di settore

In questo paese esiste una situazione che mette in crisi le piccole aziende e gli artigiani, si chiama studio di settore.
In parole semplici, si può spiegare così: personaggi, assolutamente lontani dall'area produttiva e lavorativa, decidono quanto deve guadagnare un'azienda per essere "congrua" (su quali parametri oggettivi, non è dato di sapere). Qualora il dichiarante si discosti, per eccesso o difetto, da tale cifra, scatta l'accertamento fiscale.
In linea di principio, considerato il nostro un paese di evasori, non è completamente sbagliato. Ciò che mi fa imbufalire è l'assoluta arbitrarietà di tali valori di congruità. Non vengono interpellati i professionisti, né calcolate aliquote in base al dichiarato medio; tutto è deciso a tavolino a Roma da sedicenti esperti di finanza, i manager pubblici: raccomandati, spesso imbecilli, che percepiscono migliaia di euro per fingere di lavorare. Non tutti, per fortuna, ma la stragrande maggioranza (questo è percepibile osservando i conti pubblici e lo sperpero di denaro attuato da ogni governo e le condizioni delle aziende pubbliche).
Naturalmente, gli studi non tengono conto della congiuntura economica, né della situazione del paese. Oggi, moltissime piccole aziende non sono congrue a causa della forte recessione che ha colpito il paese. Per questa ragione sono partiti accertamenti a raffica che colpiscono i piccoli imprenditori (che non voglio assolutamente santificare!), costretti a perdere giornate di lavoro per dimostrare la loro buona fede.
Nelle cartelle che giungono, viene presentato il dichiarato (in base alla dichiarazione dei redditi dell'anno in esame) ed il presunto, calcolato sullo studio di settore. Studio che non ha alcuna correlazione con la realtà!
Naturalmente, il fisco si preoccupa di imporre un'ipoteca sui beni del proprietario (le banche ringraziano), non di controllare i propri conti; quello è a carico del contribuente...
Moltissime aziende hanno subito il crollo di questo paese e ne pagheranno le conseguenze, magari senza colpa. I piccoli imprenditori si vedranno togliere il frutto di anni di lavoro, affinché la casta possa continuare a sguazzare nel grasso.
I grandi? I grandi evasori potranno sempre avvalersi della possibilità del concordato con l'erario (vedi Rossi che ha dato al fisco una minima parte e amici come prima) o, peggio, riuscire a farla franca grazie ad amicizie giuste: un esempio emblematico è il caso delle concessionarie dei monopoli di stato che hanno collezionato 98 miliardi di € di evasione e nessuno dice nulla.
questa è la situazione vissuta da persone a me molto care che, a causa di una lunga malattia che ha affossato l'azienda, rischiano di rimetterci la casa.
Un grazie a tutti gli imbecilli che ci governano (destra e sinistra) ed ai loro amici evasori che stanno regalando il paese alle banche!
Drvso
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