giovedì 27 marzo 2008

Atomico

Mi è stato chiesto cosa penso del nucleare.
Fonte d'energia interessante (peccato le scorie) ed interessante branca della fisica che restituisce innumerevoli tecnologie utili alla società,
Con queste premesse, posso spiegare perché sono contrario al nucleare made in Italy, malgrado l'era atomica sia iniziata per mano di un italiano.
Negli ultimi anni si è assistito ad una lenta ed inesorabile degenerazione dell'Italia. I posti di comando non sono in mano a gente capace, ma ad emanazioni di partiti e gruppi di potere, classico esempio sono gli ospedali. Abbiamo strutture sanitarie all'avanguardia, spesso in mano a perfetti idioti mandati avanti da amici e parenti. La sanità calabrese è diventata sinonimo di morte inspiegabile, quella lombarda è saldamente in mano a comunione e liberazione. Sarebbe bello avere primari scelti tra i medici più capaci (e garantisco che in Italia abbiamo ottimi medici).
Simile ragionamento vale per le compagnie pubbliche di interesse strategico. Gli amministratori vengono scelti nello stesso sacco in cui prelevano molti primari, con risultati agghiaccianti. Un esempio emblematico è Giancarlo Cimoli, capace di mandare a gambe all'aria le ferrovie e Alitalia. Disgraziatamente, sono solo esempi dell'attuale e radicato sistema Italia. Potrei scrivere di tantissime altre situazioni in mano agli amici.
A questo punto, mi pongo domande sul ventilato ritorno al nucleare.
Innanzitutto, il problema energetico italiano è contingente, non ci sono i tempi canonici per costruire centrali. Non abbiamo 10 anni (tempi minimi) a disposizione! È necessario intraprendere subito una politica energetica che ci liberi dalla dipendenza straniera. Sole, vento, biomasse, geotermico, idrico (quest'ultimo forse già sfruttato al massimo) sono soluzioni di rapida attuazione, a patto che si riconsideri tutto il sistema. Bisogna creare sinergie tra le varie fonti energetiche, in modo da differenziare la produzione ed ottenere il massimo, soprattuto, si smetta di considerare solo le grandi centrali! La produzione energetica deve essere puntiforme e distribuita. I tetti di Milano sono potenziali piccole centrali capaci di produrre corrente a prezzi interessanti. In quest'ottica, anche gas, carbone e petrolio sono ben accetti, considerati come parte della grande sinergia e non come unici sistemi energetici.
Secondo grande problema del nucleare è gestionale: a quale dei cervelli che la classe politica ci consegna, affidereste una potenziale bomba atomica? Non serve molta fantasia per immaginare incapaci che gestiscono centrali, circondati da altri incapaci. Certamente, avremmo le varie mafie in lotta per spartirsi le scorie, magari sotto una scuola. Controlli di sicurezza assenti e valanghe di tangenti.
A costo di passare per il solito critico pessimista, non mi fido di chi manda avanti il paese. Non mi fido degli amici degli amici e relativi parenti.
Mi fido della mia gente, il popolo onesto che cerca di sopravvivere alla nuova aristocrazia, ma impossibilitato a prendere in mano ciò che è suo. La res publica, purtroppo, è diventata cosa loro, di cui possono disporre a danni della popolazione. Per queste ragioni NO AL NUCLEARE IN ITALIA!

Drvso
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