lunedì 3 marzo 2008

Grazie a Dio, sono ateo

Per quanto il titolo possa sembrare un paradosso gratuito, questo è uno dei capisaldo del mio pensiero.
Premetto: non ho nulla contro divinità varie ed eventuali, ciò che detesto è il clero.
Solo vent'anni fa si discuteva della probabile scomparsa delle religioni. In molti saggi che ho letto, ricorre la visione laicista e, tendenzialmente, atea degli anni '70 e '80, in contrapposizione con ciò che accade oggi.
Questo mondo è percorso da una preoccupante ondata di religiosità.
Sono felice per coloro che riescono a trovare la quiete e donano un senso alla propria vita, anche tramite l'abbraccio con una religione. Ognuno ha i suoi metodi. C'è chi vive per il pallone, chi per la politica, chi per i soldi, chi per la moda: siamo quasi settemiliardi, c'è spazio per una grande variabilità. In questo moto di felicità verso i contenti, non posso evitare di cercare il lato oscuro della questione.
Ogni giorno nascono culti nuovi o derivati da altri. In Italia (situazione che meglio conosco) abbiamo movimento catto-settari militanti quali CL (io interpreto così certe realtà), l'arrivo di varie professioni cristiane che si abbinano al variegato mondo protestante, una vasta serie di culti orientali, l'universo islam, i mille volti del satanismo e tutto quel sottobosco di nuove religioni che spaziano dalla new age a scientology.
Questa gente impone scelte radicali di vita all'adepto e lentamente ne diventa il punto di riferimento primario, il proverbiale "centro di gravità permanente....". Ogni giorno i media ci riportano atti di violenza fisica e/o mentale a danni di adepti di vario culto. Si spazia dai preti pedofili, al lavaggio del cervello da parte dei discepoli di Tom Cruise, passando per i dinamitardi. Associazioni gerarchizzate costruite sull'ignoranza, sulle disgrazie altrui e sulla pretesa di possedere la verità. Rivelazione da condividere con tutti, a qualunque costo.
Dio ci viene propinato come un essere alternativamente buono e carogna. In certi passaggi di sermoni e testi sacri si parla di questa divinità dall'infinita bontà che soffre per le nostre disgrazie e ci prepara un meraviglioso al di là (peccato che l'al di qua è il solo di cui abbiamo certezza). Un Dio che ci ha messo su un mondo di merda, in balia del male, affinché ci possiamo purificare e giungere a lui (se qualcuno nota una contraddizione nell'ultima frase, ha colto nel segno). In altri passaggi, Dio è visto come un essere vendicativo, crudele, una vera carogna, cui dobbiamo amore e obbedienza.
Se fossi Dio, la prima cosa che farei, sarebbe querelare i capi delle religioni e spiegare le mie ragioni....
Queste gerarchie impongono le proprie scelte ai governi (vedi quello italiano), tramite le proprie gerarchie e credenti. Come lo stato, il singolo è soggetto ad un insieme di norme (alcune valide, altre discutibili), mirate al controllo del soggetto. Dai testimoni di Geova che rifiutano sangue e si allontanano da quei soggetti "rifiutati" dalla loro chiesa, al razzismo dichiarato di certe aree dell'ultraortodossia israelita si può pescare comodamente nel torbido del pensiero religioso. Le gerarchie controllano la dieta, il vestire, l'organizzazione della settimana, il denaro e tutto quanto rientri nella sfera pubblica e privata dell'adepto, sventolando lo spauracchio della dannazione eterna.
Senza entrare nel merito di ogni singolo culto, analizzandone pro e contro (il blog non può diventare un'enciclopedia), ho notato che soffrono tutti del solito difetto umani: voglia di potere e ricchezza. ovunque spillano soldi e lavano cervelli.
Se esiste un Dio, non salverà la gente in base al culto cui aderiscono. Spero che guarderà nei cuori. Nel frattempo, mi limito a constatare che non esistono prove della sua esistenza o inesistenza.
Tipica impronta del pensiero laico è la conoscenza della propria fallibilità e la necessaria ricerca di stimoli e pensieri da confrontare.
Non so se Dio esista, di certo, qualora esistesse: grazie per avermi fatto ateo!

Drvso
Posta un commento