martedì 17 giugno 2008

Will it blend?

Ovvero: quando la pubblicità diventa culto.
A tutti gli utilizzatori di youtube sarà capitato di visionare uno dei filmati interpretati dal mio nuovo eroe: Tom Dickson, il Giovanni Rana degli elettrodomestici.
Questo simpatico personaggio è il proprietario della Blendtec, una ditta che produce frullatori. Per vendere i suoi prodotti: si presenta in internet con degli sketch esilaranti, abbigliato con camice da scienziato e si diverte a miscelare oggetti di ogni tipo: dalle chitarre di plastica alle calamite al niodimio. Ogni volta trova la scusa giusta per l'esperimento (dall'iphone che si è inchiodato, ai giocattoli dei nipoti in salotto), giocando con uno dei sogni segreti di tutti noi...
"Will it blend? That is the question" con questa frase iniziano i mitici filmati di Dickson. Il migliore è quello su Chuck Norris, in cui cerca di miscelare il pupazzetto di Chuck Norris con soldatini vari. Naturalmente, sua somma calciorotantità (anche in versione giocattolo) esce incolume dall'esperimento, sollevandosi tra i resti maciullati del nemico.
Sul sito è possibile trovare i filmati divisi in due categorie:
1)Try this at home
2)Don't try this at home
Ovviamente, i migliori sono del secondo tipo....
Questo è un esempio vincente di viral marketing, versione evoluta del passaparola che sfrutta la rete ed i canali alternativi. Il pubblico si diverte nel visionare il messaggio pubblicitario, secondo fonti ufficiali, ha avuto un impatto sorprendente nelle vendite. Vedere il CEO di un'azienda che si presta a certe pagliacciate per dimostrare la forza del proprio prodotto, dimostrando di avere senso dell'umorismo, avvicina il cliente. Provo più fiducia verso l'azienda che si mostra con la propria faccia, rispetto a chi sceglie testimonial, più o meno credibili. Se il proprietario usa la propria faccia, il prodotto vale. Se lo spot è anche divertente: meglio!
Consiglio a tutti la visione di tali filmati e buon divertimento.

Drvso
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