lunedì 7 luglio 2008

Il mio bambino

In questi giorni, causa orari di lavoro più assurdi del solito, sto trascurando il blog ed i miei lettori.
Tempo fa, una mia amica mi chiese se un giorno mi sarebbe piaciuto avere figli. La risposta fu: ho un blog. Per quanto possa sembrare una risposta cretina, ha un suo senso. Come un bambino, va curato, accudito e bisogna dedicargli tempo, anche quando non se ne ha.
È una parte di me che voglio veder crescere. Il blog, come il libro, è un grande boh in cui riverso me stesso, un po' per mostrarmi, un po' per capire me stesso.
Dovrei fare come suggerisce Rouge: preparare meteriale per le settimane di grande impegno o scarsa ispirazione. Questo è il solo modo per essere sicuri che l'opera vada avanti con una certa periodicità e logica.
Nell'assenza di ispirazione e forza di scrivere, ho approfittato del tempo per rileggermi e sono giunto ad una conclusione: più che il mio bambino, il blog è il mio psicologo.

Ciao

Drvso
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