giovedì 11 settembre 2008

Sette anni

Qualcuno si ricorda quel giorno di sette anni fa?
Ero in magazzino a giocare con i cani, mi telefonò mia sorella dal suo ufficio, annunciandomi cosa stava accadendo, riferendomi le parole della radio. Subito dopo chiamò Eli, ma facciamo finta che questa parte non sia mai accaduta.
Cercai una radio per sentire e poi corsi a casa per seguire il tg. Durante il tragitto, si aveva la sensazione di qualcosa di grande. Sembrava che il mondo, pur muovendosi, si fosse cristallizzato. "Ecco" pensai "è arrivata la terza guerra mondiale!".
Sotto molti aspetti, il mondo non fu più lo stesso. Se prima il timore era rivolto a quelle armi atomiche che qualcuno fabbrica e qualcuno USA, si passò al timore del folle attentatore. Shoko Asahara passò da violento criminale a dilettante di periferia.
Da allora quante ne abbiamo sentite? Quante volte ci hanno ripetuto come un mantra 11 settembre? È diventata una scusa meravigliosa, ben più convincente del pericolo comunista, del nazismo e di tutti i soliti abusati motivi.
Ancora oggi non si sa cosa sia successo a quelle torri. Ho sentito le teorie più strampalate e assurde: come quella che indica un gruppo di terroristi suicidi che, dopo poche lezioni di guida su un cessna (o era un piper? Non ricordo), sono stati capaci di manovrare un boeing 767 con una precisione da far invidia ad un top gun, tenendo in ostaggio i passeggeri ed il personale (i piloti di linea, di solito, sono ex militari...) con dei taglierini................... Il tutto senza che l'aviazione americana si accorgesse di nulla.
Il petrolio sale: è colpa dell'attentato. L'economia va a rotoli: è colpa dell'attentato. Spendiamo miliardi in Iraq, Afghanistan: colpa dell'attentato. E via discorrendo.
Non so e forse non saprò mai cosa è successo, realmente. Ciò che ho constatato è il potenziamento di certe frange della società, la lenta deriva liberticida dell'occidente, affari d'oro per i soliti noti.
Il dubbio è lecito: sono sette anni che ci prendono per il culo?

Drvso
Posta un commento