giovedì 15 gennaio 2009

Sana indignazione

Oggi, dopo aver seguito il mea culpa di quelli dello Zoo di 105, mi sono trovato a leggere il Corriere della Sera. Mentre leggevo, riflettevo.
Concordo con chi ha fatto notare a Mazzoli e gli altri che certi temi vanno affrontati con cautela. Hanno sbagliato, lo hanno riconosciuto, hanno chiesto scusa, ora basta. Tutti ad accanirsi su un errore, per quanto grave, commesso da ragazzi che hanno tanti difetti, ma il loro lavoro lo sanno fare e non fanno male a nessuno. Orde di rompipalle minacciano di morte e simili per una goliardata, che non reagiscono per questioni ben più gravi.
In Italia la democrazia muore. La giustizia è imbavagliata o in mano a emeriti imbecilli (ogni riferimento è ovvio); per una volta non parlo solo di lui/2 (lui mezzi) in relazione alla giustizia. Centinaia di morti per un pezzo di terra, a causa di fanatici mussulmani e nazionalisti israeliani. Oggi ho letto di untori che diffondono l'AIDS (vorrei ricordare che le stime ufficiali di conclamati e sieropositivi, sono MOLTO più basse delle stime fatte negli ospedali; e molti infetti ignorano di esserlo), violenza su persone inerti e animali, crisi economica, politica sempre più lontana dal popolo, regali ai soliti noti a danni dell'Italia, guerra, fame, distruzione, follia varia e nessuno si lamenta. NESSUNO.
Accadono fatti al di fuori dell'umanamente comprensibile e non odo lamentele.
Scrivo con l'amaro in bocca, perché non riesco a capacitarmi di questo mondo.
In tasca ho, circa, 40 morti. Una strage che reitero ogni 3-4 anni, quando cambio il cellulare. Guardo il PC con cui scrivo e penso che per ogni grammo di materiale, sono morte delle persone. Litio, rame, oro, silicio, arsenico, sono alcuni dei metalli presenti nel PC, metalli per la cui estrazione e lavorazione a basso costo muore la gente. Per la benzina con cui si va a fare i cretini in giro, la gente muore. Per tenere accesa la luce 24 ore al giorno, la gente muore. Per tenere la casa a 30° d'inverno e 10° d'estate, la gente muore. I pensionati vanno a rovistare tra gli avanzi del mercato, nell'indifferenza collettiva. Vorrei che la gente aprisse gli occhi. E TUTTI TACCIONO.
Bisognerebbe incazzarsi e fare qualcosa. Non parlo di manifestazioni o altre amenità che prendono il tempo che trovano. Serve un radicale cambio di rotta e di stile di vita.
Vogliamo fare qualcosa per l'Africa? Cominciamo a consumare meno, a usare ogni oggetto finché possibile e magari ripararlo, prima di buttarlo via. Vogliamo che cessi il casino mediorientale: usiamo i mezzi pubblici, la bici, la moto o auto piccole. Io giro con l'autobus, è un incubo ma è un modo per fare qualcosa; quando devo andare più lontano uso la moto, non fa scena e non va forte, ma fa più di 3o Km con 1 litro. Non vogliamo spazzatura in giro: raccolta differenziata e più consapevolezza nei consumi. Vogliamo città sicure: smettiamo di farci gli affari nostri e girare la testa dall'altra parte. Vogliamo che la res publica sia gestita bene: smettiamo di fare gli stronzi e cominciamo a curarla.
Sono tutti esempi di ciò che dovrebbe fare una persona indignata e consapevole. Io lo faccio e non sono superman. Non dobbiamo aspettare che il Grillo della situazione ci sollevi: dobbiamo aprire gli occhi e alzarci sulle nostre gambe.
Incazziamoci per le cose giuste e poniamo rimedio, perché oltre non si può andare.

Marco Drvso
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