martedì 3 febbraio 2009

Diritto di satira

Mi sono lamentato, nel post del 8/12/08, della fine della libertà di opinione, in questo paese, riguardo a certe frasi sentite nella trasmissione "Che tempo che fa", in cui si annunciava, tra le righe, il rischio che la censura cadesse sulle esternazioni di Luciana Littizzetto. Oggi, leggendo le ultimissime sul sito dell'UAAR, ho avuto la conferma ai miei timori.
Temevo che potesse succedere ed ero già pronto a lanciarmi in una campagna a favore della libertà di espressione, ai danni di lui/2. Ero sicuro che sarebbe giunto un altro editto bulgaro da chi non sa accettare lo scherzo e l'ironia, invece è stato uno stato estero a chiedere la censura. Una piccola enclave nel cuore di Roma, un parassita dello stato, un cancro della libertà, chiamato Vaticano.
Le esternazioni della Lucianina nazionale non sono state in alcun modo volgari, né hanno leso la dignità di alcuno. Mi è sembrata una critica ben argomentata, condita dalla giusta ironia, su un argomento che sta facendo imbufalire molte persone. Dalle comunità ebraiche, agli intellettuali, fino al capo del governo tedesco, Angela Merkel, pretendono che il vaticano dia spiegazioni.
I preti hanno dichiarato di tenere d'occhio la "piega laicista" che la rai avrebbe preso e pretendono un loro uomo a capo di tutto: sono impazziti! Della rai si può dire tutto, tranne che non sia filovaticana, basta dare un'occhiata al palinsesto: tra telefilm di preti, trasmissioni di religiose, la messa, etc, c'è abbastanza da farmi ricrescere i capelli dal disgusto; il tutto senza considerare i tg... A questo punto, temo i nostri genuflessi uomini politici, sempre pronti ad accontentare il colle sbagliato.
Dopo le mille ingerenze su ogni cosa, hanno bloccato la ricerca in molti settori, impediscono la procreazione assistita, negano la libertà dell'individuo per quanto riguarda il curarsi, pretendono i nostri soldi, etc, etc, etc, vogliono anche toglierci il diritto a ridere?
Dove oggi vive il pastore tedesco, 2000 anni fa risiedeva Druso Germanico e suo pronipote Lucio Domizio Enoboardo (meglio noto come Nerone) si fece costruire il proprio circo privato. Nerone, l'iniziatore della persecuzione anticristiana, l'unico ad aver fatto alla chiesa, ciò che la chiesa a fatto al mondo. Quattrocento anni fa, avrebbero legato la Littizzeto a un palo e l'avrebbero bruciata viva.
Tra la mafia, i politici incapaci e la chiesa, l'Italia sta diventando un paese di merda. Presto saremo noi a salire sui barconi, fuggendo in paesi più civili, sperando che lo Zimbabwe non chiuda le frontiere...

Marco Drvso
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