mercoledì 4 marzo 2009

La cura 2

Io non so perché non le sono andato a genio. Magari preferisce altri tipi di uomini, magari preferisce le donne, non lo saprò mai.
Oggi ho fatto una mossa tra il patetico e il ridicolo. Non riuscendo mai a trovare il modo per parlarle a 4 occhi e visto la scarsa possibilità di farmi rispondere al telefono, le ho scritto. Deprimente, vero? Non una lettera d'amore o cazzate simili. Ho scritto questo:
"Ammetto che il mezzo mail è un po’ patetico, ma a scuola non trovo mai il tempo di parlarti e con il telefono ho ben poca fortuna… Premetto: è la prima e ultima volta che scrivo una lettera del genere, non è il mio stile, mi sto sentendo un idiota e NON È UNA LETTERA D'AMORE, TRANQUILLA!!!
Prima di mettere una pietra sopra al colossale colpo di fulmine che ho preso per te, voglio di farti sapere un paio di cose. Non mi aspetto una risposta, né un cambio di rotta da parte tua e, sinceramente, temo che non mi rivolgerai più la parola.
Dalla sera del caffè in De Angeli, mi sei entrata dentro. Avrei voluto baciarti subito, ma ero troppo scottato e diffidente per lasciarmi. Avrei potuto insistere la sera del ristorante giapponese, ma sono della vecchia scuola un no è un no e insistere sarebbe stato brutto. Ho sempre considerato la teoria del “no vuol dire sì” una boiata, inventata da imbecilli annebbiati dal testosterone.
In queste settimane ho capito che da parte tua non c’è interesse nei miei confronti e continuare a massacrarmi sarebbe inutile e deleterio. Inutile perché equivarrebbe solo a farmi del male. Deleterio perché rischierei di compromettere anche l’amicizia con una persona fantastica, capace di stupirmi sempre, con grandi pregi e difetti.
Non so se ieri è partito il messaggio, perché mentre lo scrivevo, stavo parlando con Ale. Voleva essere una battuta simpatica, con un piccolo fondo di verità.
Non ti scrivo per cercare il tuo amore, bensì per proseguire un cammino che ho intrapreso in questi mesi. Ho deciso che non avrei più lasciato nulla di non detto e questo è il tuo turno (con gli altri lo sto facendo di persona).
Voglio farti sapere quanto, senza saperlo, sei stata un fattore di cambiamento. A fine estate ero chiuso in un torpore insopportabile, freddo e immobile, come il protagonista di The Wall. Tu hai dato il colpo per riattivarmi e di questo te ne sono grato. Hai riacceso le emozioni e mi hai riportato alla vita. Forse è per questo che mi sono innamorato di te. Sei stata la fucilata in pieno petto che mi ha ricordato di avere un cuore e delle mete. Un doloroso, violento e brusco ritorno alla vita.
Non hai idea di quanto sia cambiato in questi mesi, abbandonando l’immagine di freddo calcolatore, per tornare al radioso pirletta che sono, in continua mutazione.
Ti ho amata, stando male e bene. Soffrivo il non poterti avere ed ero felice per i pochi momenti passati insieme. Temevo che sarei arrivato al punto di detestarti e rovinare le ferie.
Ora, con il sorriso sulle labbra, metto a nudo tutto. Tolgo l’ultimo peso da un cuore che è tornato a pulsare per la vita e il mondo. Un cuore che avrei voluto donarti e, invece, terrò nel mio petto, godendo ogni battito. Fa parte anche questo del nuovo corso della mia vita. Butto via ogni timidezza e ogni remora, non mi servono più: la vita va vissuta con tutti i suoi errori, senza paura. Sembra strano che tutto questo lo devo a te. Sei arrivata nel momento giusto.
Sei una persona meravigliosa da cui avrò solo amicizia e ciò mi basta. Sono contento che vedrò il Giappone in tua compagnia e spero che questa delirante missiva non mi renda detestabile ai tuoi occhi. Non sarai mai la mia ragazza, ma spero resterai una amica con cui condividere momenti divertenti e felici, quel diamante pazzo che rallegra le serate a scuola.
Non mi hai dato amore, ma qualcosa di più grande, riportandomi su questo mondo, aprendomi gli occhi e il cuore e, vada come vada, questo non me lo toglierà mai nessuno.
Concludo questa perdita di stile mandando un caldo abbraccio e un dolce, amichevole bacio a una cara amica che involontariamente ha fatto tanto."
In questo modo mi sono tolto un sassolino dalla scarpa e un'ombra dal cuore. Forse ho sbagliato, forse ho fatto bene: non lo so. Ciò che conta è averlo fatto. Un passo in più verso il risveglio totale.

E questa notte, nella solitudine del mio letto, piango lacrime amare, contro un dio malevolo che non esiste, altrimenti sarebbe proprio una carogna: anche questo è essere vivo.

Marco Druso
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