giovedì 5 marzo 2009

Sorriso

Questa la si potrebbe definire una magnifica giornata di merda, degna di essere vissuta.
Mi sono svegliato incazzato (vedi post precedente; per la cronaca non si è fatta sentire) e non mi è piaciuto. Ho raccolto tutte le mie forze, costringendomi a cercare un pensiero felice e sorridere. Un sorriso forzato, simile a quello di Joker che mi costringeva a concentrarmi su di esso, tralasciando gli altri pensieri che, sebbene finto, è servito ad innescare un meccanismo.
Scendo dal letto e sento nello stomaco tutti i sintomi del nervosismo, conditi dal panorama deprimente di questa giornata uggiosa: un ottimo motivo per lasciarsi andare e tirare un paio di madonne. Mosso da qualcosa, decido che neanche quello mi rovinerà il sorriso da ebete che con grande sforzo cerco di mantenere. Sempre sorridendo, faccio quel che devo, trovo nell'armadio un maglione azzurro che avevo dimenticato di possedere, lo indosso, mangio qualcosa ed esco di casa. Lentamente il sorriso si rafforza e diventa vero, mi scappa quasi di fischiettare la canzone che ascolto nel lettore mp3.
Piove... senza farmi demoralizzare arrivo alla fermata dell'autobus quasi di buon umore (cosa stranissima, di solito sono intrattabile finché non bevo il terzo caffé, arrivato al lavoro) e vedo passarmi davanti il mezzo pubblico. Contro ogni previsione, non scatta il gran galà delle bestemmie. Alzo le spalle, sapendo che sono uscito con largo anticipo e vado a scambiare due parole con i ragazzi dell'edicola, sempre sorridendo come un cretino. Compro il biglietto poi mi riporto alla fermata. Cosa strana: anziché mettermi in disparte come al solito, mi metto comodo e sorrido al mondo, sentendo di non poterne più fare a meno.
Salgo sul mezzo, giunto in ritardo, cerco un angolo dove mettermi e ascolto la musica. Stranamente cerco le facce delle persone e batto il tempo, accennando, senza volerlo, qualche movimento (la selezione passava dai Blind Guardian ad Astor Piazzolla), senza vergognarmene: sono allegro e non so neanche il perché.
Scendo in metro e trovo un muro di persone che aspetta. Penso "strano.. sarà successo qualcosa!" e mi avvio verso il fondo della stazione, sperando di riuscire a salire sul treno. Aspetto, sorridente, che giunga il treno, ascoltando la musica (credo gli Iron Maiden). Dieci minuti dopo, dall'alto parlante arriva la notizia che causa guasto il servizio va a rilento. Sfido chiunque, a questo punto, a non esibirsi nella maxi compilation del divin turpiloquio. Sorrido, ormai non posso farne a meno, mi metto lo zaino in spalla e decido di prendere il tram, sono solo 3 fermate in più. Ho compreso che incazzarmi non serve a niente: posso sbraitare, bestemmiare, picchiare la gente, ma il metrò non arriverà comunque.
Esco dalla metro, piove, sono in ritardo per il primo sbattimento (per fortuna non lavorativo) ed ogni illusione di prendere il tram si infrange contro il muro di persone che si para davanti alla fermata: si va a piedi. Il sorriso si è impossessato di me, accompagnato dalle note di Edith Piaf. Non posso più farne a meno e con gli occhi luminosi mi incammino, fischiettando sotto la pioggia.
Arrivo al bancomat e scopro di non avere un lira, quindi vado al tabaccaio, compro le sigarette e mi consolo con un cappuccino, sempre sorridendo. Di tutto vedo il lato luminoso.
Arrivo al lavoro e vado a udienza dal direttore e la sua corte dei miracoli. Credo di non aver mai assistito ad un così sfacciato esempio di meschinità, ipocrisia e idiozia; rischio di perdere il lavoro causa crisi. Ormai sono allegro e non mi faccio abbattere. Finisco e sorridente vado a lavorare.
Prima classe: nanetti delle elementari, io li detesto. Sono rumorosi, cercano sempre di darti la mano, ti devono raccontare a tutti i costi gli affari loro. Solitamente sono professionale e do il massimo, indossando una maschera. Oggi sono allegro e li contagio con la mia allegria. Le endorfine sviluppate dal sorriso sono irrimediabilmente in circolo. È la prima di sei guide spettacolari, in cui mi sono divertito da matti. Ho dato il massimo con tutte le classi e li ho fatti divertire come matti, anche parlando di serissimi problemi ambientali (Grillo è un dilettante); nel caso in esame non sono elementari... Ciliegina sulla torta, il sindacalista che attacca al muro il direttore amministrativo. Nel mezzo del lavoro chiama una certa persona, ma non rispondo: sto lavorando e so benissimo che chiama per un favore (ipotesi confermata a scuola, quando ho scoperto che sono il terzo che ha chiamato; innamorato sì, stronzo no); con tutte le volte che sua grazia non si è degnata di rispondere, ho il diritto di farlo anch'io.
Pimpantissimo, ormai sono lanciato, mi diverto a chiacchierare con i colleghi, saluto tutti, stringo mani, sembro quasi Lui/2. Già che ci sono mi iscrivo all'icom.
Vado a scuola e in metro mi rendo conto di qualcosa che ho notato distrattamente: il mondo è colorato. Cazzo quanto è colorato il mondo! Credo di essere un concentrato di endorfine. Guardo le facce tristi del metrò e provo tenerezza per loro.A scuola stesso copione del lavoro: sono allegro malgrado il pre esame che incombe e non ho studiato. Sono talmente allegro che affronto il compito con tranquillità e penso di averlo passato bene. Niente attacchi di panico, isteria o cagate simili. In scioltezza ho fatto tutto.
Arrivo a casa e trovo una situazione disarmante, dal piano della salute dei miei e quello lavorativo. Non riesco a deprimermi, ormai sono felice.
Ed ora sono qui. Oggi ho avuto mille occasioni pe rfarmi prendere dalla rabbia e dallo sconforto, ma ho resistito. Ho scoperto che è inutile arrrabbiarsi per le cose piccole e che un sorriso ti da la carica necessaria ad affrontare meglio la giornata. Non sono stato chiuso in un cieco buon umore, i problemi li ho visti e analizzati, senza farmi tirare giù. In questo modo ho compreso meglio le situazioni e le ho sapute cavalcare al meglio. Non costa sorridere e arricchisce le persone a cui si dona il proprio sorriso. Ed ora mi godo l'ultimo atto di allegria, prima di andare a nanna.
Per la prima volta mi auguro che un post possa essere d'aiuto a qualcuno e che infonda lo stesso spirito che ho sperimentato oggi. Cercate di essere felici, perché la vita è troppo corta per essere sprecata con la rabbia e il rancore.

Marco
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