sabato 19 settembre 2009

Acconciature del cielo

L'unica cosa che mi è mancata in Giappone, è il magnifico cielo di Lombardia, che, a detta di Melville e Manzoni, è uno dei più belli del mondo. Io non posso che confermare.
Adoro fotografare il cielo, ma queste immagini non le mostro. Le foto del cielo le considero qualcosa di troppo intimo, per essere mostrate al mondo. Ok, racconto gli affari miei su questo blog e tante volte mi metto un po' troppo a nudo, ma è diverso.
Fin da piccolo ho amato stendermi su un prato e guardare le nuvole: quanto di più bello e suggestivo vi sia in natura. Ho sognato guardando il cielo. Ho riso e ho pianto davanti all'immensità del cielo e ai pensieri che mi regalava o faceva rinascere.
Ad ogni ora, il cielo muta il proprio aspetto, tingendosi di colori sempre diversi. Anche l'inquinamento, per quanto disprezzabile, in cielo assume una sua poesia. Si pensi alle nubi di idrocarburi, in cui si può vedere l'arcobaleno, alle odiose scie degli aerei (indovinate di cosa parlo....), alla cappa di smog della città, con la luce giusta sono belli.
Le nuvole, però, sono quanto di più bello ci sia. Dietro la loro bellezza c'è la grandezza del Sole, che come un artista, un poeta, dipinge il cielo con l'acqua che fa evaporare e concentra grazie al movimento delle masse d'aria, pettinando i nembi, per poi illuminarli con i suoi colori più belli. Le tonalità di viola e rosa prima dell'alba, il rosso del tramonto e l'oro del tardo pomeriggio autunnale, così per citare alcuni tra i colori più belli.
In quei colori, poi, si possono trovare le mille forme diverse modellate dal vento. Nuvole spesse in cui il Sole gioca con chiaroscuri che vanno dal nero cupo, al bianco più brillante, nella stessa nuvola. Chiaroscuri che fanno in modo che quel che appare come un volto, si possa trasformare in altro, senza cambiare forma.
Anche quando non è visibile, il Sole, questo artista inconsapevole e inarrivabile, crea la sua arte. Le nuvole fini che danzano tra le stelle e circondano l'alone della Luna, centuplicandone la bellezza. Penso al candore diffuso, maculato d'ombra, delle giornate nebbiose d'inverno, quando la campagna si tinge di brina e lo squallore suburbano si nasconde dietro alle nuvole a terra.
Tanta bellezza creata dall'azione del Sole, applicata all'acqua, all'aria e alla rotazione terrestre, che può solo commuovere e indurre al sogno. Tante volte, mi capita di fermarmi ad osservare il cielo. Fermo con il naso all'insù e il sorriso ebete, mi lascio rapire dalla sua bellezza.
I temporali in lontananza, visti dalla spiaggia, il Sole che si riflette nei ghiacciai, le nuvole tra i palazzi storici del centro, sono tra le cose per cui vale la pena di vivere.
Il cielo è così bello e attrattivo, da essere uno dei punti fermi nei miei ricordi. Di ogni situazione, bella e spiacevole, ricordo il cielo in quel momento. La pioggia che cadeva quando diedi il primo bacio, il Sole che brillava nel blu del cielo terso quando morì mia nonna, la nebbia fredda delle gran serate con gli amici.
Come una donna, il cielo sa reinventarsi sempre nuovo, con piccole variazioni che sanno renderlo sempre unico. Questa è la sua prima bellezza.

Non si volta chi al ciel è fisso.

Marco Drvso
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