martedì 8 settembre 2009

Troppa testa

Concludo la disquisizione sui miei difetti, con il peggiore in assoluto.
Fino ad ora mi sono limitato a quelli esternabili, ma il peggiore dei miei difetti è dentro di me: penso troppo e mi perdo nei meandri contorti dei miei pensieri.
Ok, si era capito fin troppo bene! Si pensa troppo e si agisce poco. Come diceva il mio vecchio "faccio faticare la capa".
Non mi riferisco a pure seghe mentali, di cui sono campione olimpionico, ma a tutto un insieme di ragionamenti che tolgono tempo all'azione, avvelenando l'esistenza. Pensieri che mi impediscono di godere delle situazioni, che mi rendono difficili le relazioni (di qualunque tipo).
Credo che tutti i miei difetti inizino qui. A furia di scavare, ho trovato il punto zero, l'origine di tutto. Tutto ha inizio nella mia insicurezza, che mi spinge a pensare troppo e il troppo pensiero alimenta l'insicurezza. Un gatto che si morde la coda!
Ora cosa devo fare? Se è vero che sono cresciuto, come millanto da giorni, devo porvi rimedio. È qui che comincia la scalata!
Fare, fare, fare, questo è il punto di partenza per non pensare. Abbandonare l'inazione e correre verso il mondo, senza perdersi in inutili ragionamenti. Naturalmente, non devo diventare un calciatore.... Niente pensieri inutili, non vuol dire non pensare!
Ho pensato troppo ed ho perso l'amore. Ho pensato troppo ed ho perso amici. Ho pensato troppo ed ho combinato poco. Tutta roba da seppellire con il decennio concluso.

Marco Drvso
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