martedì 1 settembre 2009

Ultimo giorno in Giappone

Pensavo di descrivere tutto questo viaggio sul blog, giorno per giorno, ma un conto e' l'intenzione un'altra e l'azione....
Scusatemi, fin d'ora, gli apostrofi al posto degli accenti, ma la tastiera giapponese e' diversa dalla nostra italica qwerty....
Che dire... si parti' con i migliori propositi e si sclero' prima di salire sull'aereo. Nei primi giorni ho fatto l'errore di non cercare subito il chiarimento e mi sono fatto coinvolgere nella gara a chi fosse piu' stronzo, con risultati devastanti. Chi ben mi conosce, sa quanto sappia essere irritante, quando mi impegno e so di essermi impegnato molto.... E' tanto facile passare dalla ragione al torto e finire per essere l'unico stronzo. In certi momenti, lo ammetto, e' stato divertente (si sa che sono vendicativo).
Per orgoglio e irritazione ho alimentato un fuoco di lite che poteva essere spento con poco, rovinando le mie e altrui ferie, culminando in una bastardata pesante ad una persona cara: non ho partecipato alla festa del suo compleanno (lo so, sono un bastardo!).
Sono arrivato stressatissimo al mio compleanno e incazzatura, compleanno (che, come noto, mi mette sempre in tensione), stanchezza viaggio, un paio di cicchetti di troppo mi hanno fatto comportare da immaturo, imbecille, paranoico.
Questa e' una delle grandi lezioni che mi ha dato il Giappone. Impara a cogliere subito i segnali e porre rimedio alle situazioni sgradevoli. Cerca sempre di parlare con le persone care, affinche' un attimo di incomprensione non degeneri nella rottura di ogni rapporto. Comunque era inevitabile, sarebbe successo, prima o poi: caratteri inconciliabili.
Capita la lezione, ho perseverato nell'errore eliminando ogni possibilita' di recupero e rovinando la faccia con altre 3 persone (vedi bastardata di cui sopra). Ho, pero', ottenuto uno dei risultati che mi ero preposto... Nulla di cattivo: ho visto il sorriso felice di una persona, che da troppo stava sola. Ho perso una amica, ma adesso e' felice ed io sono uscito dal tunnel di paranoie in cui ero finito per lei (lo ammetto lei mi manda in paranoia e non so perche'... cosi' facendo ho preso 2 piccioni con una fava). Dovevo troncare ogni rapporto per il reciproco benessere psicofisico. Mi dispiace, ma meglio cosi'. Ho perso tutto, ma ora sorrido, anche per lei.
Come diceva mio nonno: hai sbagliato, paga!
Ieri volevo fare lo sclero finale e mettere in chiaro un paio di cosette che mi logoravano le palle, ma ho preferito mantenere il personaggio interpretato e portarlo fino alla fine della storia. Tante volte e' bene passare per peggio di cio' che si e', onde evitare di procurare altro male e ne ho fatto tanto.
Per fortuna, nessuno degli interessati legge il blog. Non vorrei dover spiegare che alcune azioni erano premeditate e preparate per raggiungere certi scopi. Anni di recitazione pagano.... Mi avesse visto C.T. la sera del mio compleanno, mi avrebbe scritturato per un'altra opera.
Tornero' a Milano con la nomea dello stronzo paranoico, ma ne e' valsa la pena per quanto sopra (anche perche' finendo da solo, sono riuscito a migliorare il giapponese, sul campo).
E' l'ultima volta che parto per le ferie con questioni in sospeso con i miei compagni/e di viaggio.
Dopo il mea culpa, veniamo al Giappone.
Impossibile descrivere un paese cosi' grande e particolare.
Sotto molti aspetti mi ricorda l'Italia, come previsto dal detto "tutto il mondo e' paese". L'unica citta' che ho veramente vissuto e' Tokyo, approfittando della fase sclero pesante e della mia volonta' di defilarmi. Ho potuto, mentre facevo la bastadata massima, fare foto notturne della citta'; andranno schiarite, ma sono interessanti.
Ho lasciato il cuore a Kyoto. Meno caotica di Tokyo e molto piu' regale. Si intuisce chi e' la capitale storica e chi nasce come base militare. Il regno di Yamato e' nato nel Kansai. Il Kanto e' solo la regione in cui i Minamoto insediarono il bakufu.
I giapponesi hanno confermato tutte le teorie che avevo su di loro. Sono un grande e fiero popolo, con le loro manie, incomprensibili per un occidentale. Mi manca solo di andare in un bagno pubblico e a troie, poi ho fatto tutto.
Riparto con un po' di dolce amarezza per quanto accaduto con le mie amiche, ma sono contento che abbiano trovato 2 splendidi ragazzi che hanno allietato loro gli ultimi giorni. Ad uno, in particolare, devo un forte ringraziamento, perche' ha acceso un sorriso, dove io lo avevo spento.
Domani si torna alla cara, vecchia, monotona Milano, dove ritrovero' gli amici, cui dovro' raccontare un sacco di belle cose e mostrare qualche decina di foto.
Non so se avro' ancora voglia di usare la forchetta (tranne per gli spaghetti italici!), dormire su un letto alto (va beh che il mio materasso e' in terra da anni), mangiare dopo le otto, aspettare un treno in ritardo, etc...
In Giappone ho fatto morire una parte di me, quella che era marcita negli ultimi anni. Come il cigno dell'opera, ha cantato prima di morire, ma, al contrario del cigno, non e' stato qualcosa di struggente bellezza, tutt'altro.
Era questo il motivo cardine del viaggio: iniziare la mia nuova esistenza e cosi' ho fatto, anche sbagliando su cose.
Lezioni di vita che difficilmente dimentichero'. Lezioni che fanno male e fanno crescere.
Sono partito 29enne, con un sacco di pensieri inutili e la battutaccia facile e torno 30enne. Su come sara' questo trentenne, lascia ad altri l'ardua sentenza.
Grazie Giappone!
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