giovedì 16 dicembre 2010

Smack, forse futurista

Non sono mai stato un grande estimatore del futurismo, per quanto alcuni autori mi facciano letteralmente impazzire. Devo, tuttavia, riconoscere che di questi tempi di frenesia, in cui tutto si consuma nell'istante stesso in cui è fatto, valerebbe la pena di recuperarne l'essenza e tirare fuori qualcosa di nuovo, ovviamente epurandolo dall'idea del progresso ad ogni costo e da puttanate tipo "la guerra: unica igiene del mondo", i cui risultati si sono visti... mi riferisco alla grande guerra, lo sfregio dell'ambiente, etc. C'è da riconoscere che nel futurismo c'è un substrato di genialità da cui attingere.

In questi ultimi 3 anni, sto lavorando per creare un nuovo io (il solito discorso sulla pietra filosofale di cui ho scritto in passato), passando varie fasi, vittorie e fallimenti, trovando persone nuove e amicizie da coltivare, altresì, persone da perdere e via (sebbene sia stato doloroso) sulle tante elucubrazioni scritte in precedenza.
In questo cammino, ho visitato tante stazioni, parlato, fatto, sbagliato, conosciuto persone, fatto scelte, etc, ad esempio, mi sono accostato alla politica attiva, ma ho lasciato perdere perché l'ortodossia mi va stretta. Lo stesso vale per l'espressione ed i rapporti umani: ho valutato nuovi modi di rapportarmi, di parlare, scrivere e sognare, ogni volta ho preso quanto di meglio ci fosse e gettato il resto alle ortiche. Da un po', ho questa visione che potremmo definire futurista, sebbene il termine mi vada stretto.
Ho questa visione del gesto estemporaneo, apparentemente senza motivazione (in realtà ha in sé un ragionamento). Il mondo del fare, l'agire, mi ha preso. Non riesco più a stare fermo e rimandare.

Oggi è stato una giornata futurista. Quando sono uscito dall'ospedale (ero lì a donare il sangue), mi è venuta voglia di dare un bacio alla mia ragazza. Sapevo che era al museo del '900 e sono andato lì. Immediatamente, ho individuato il suo gruppo con guida ed ho proseguito, perché la vedevo molto interessata e non mi esaltava la sala. Quindi ho passeggiato per le sale (consiglio di andare a vederlo, soprattutto adesso che è gratis), godendomi la collezione. Sapevo che sarei riuscito a ritrovarla, perché ho lavorato tanto nei musei e conosco i tempi delle guide. Infatti, più volte ho ritrovato il suo gruppo, ma mai nelle condizioni adatte, finché, passando davanti alle opere di Manzoni ho visto la tata che si spostava di lato, per riposarsi un secondo (i musei d'arte sono stancanti). A quel punto le sono piombato davanti, esclamando "L'arte di Manzoni è una cagata!". Lei ha fatto in tempo solo a togliersi le cuffie con cui ascoltava la guida (porcata! quando facevo io la guida, serviva voce!!!), guardarmi stranita e beccarsi un bacio. Poi sono andato via.
Ho inventato il bacio futurista!
Viva l'azione! Viva l'azione che spiazza! Viva l'azione che è vita!
SMACK!!!!

Marco Drvso
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