domenica 22 maggio 2011

Sinestesia

Talvolta i sensi attivano aree della memoria, riportandoci a momenti passati. Siano questi belli o brutti, per un istante si vive una sensazione strana, come di trovarsi ancora lì, seguita dallo stato d'animo di quel momento e da quello del rendersi conto che è passato.
Talvolta è il brutto ricordo a lasciarmi con il sorriso, perché ho la consapevolezza di essere sopravvissuti anche a quelle, perché è stata una esperienza formativa o, semplicemente, perché mi dò del cretino da solo, pensando a come sono finito nella situazione che sto ricordando. Altresì accade che sia il bel ricordo ad intristirmi, perché quel bel momento non tornerà più.
È divertente quando accade.
Un sapore, un suono, una fragranza, un'immagine, un contatto, attivano questi ricordi, che tornano come doni da un altro dove. Quell'istante in cui il mondo svanisce e ci ritroviamo altrove a rivivere quel momento, è qualcosa di pazzescamente meraviglioso. L'altro giorno si parlava di culle, mentre la nipotina rideva beata nel suo nuovo box e, senza una ragione apparente, mi sono ritrovato a saltare nel mio lettino, stringendo le sbarre: avevo 3 anni e i miei mi dicevano che dovevamo andare a trovare i nonni. Era come se i successivi 29 anni non fossero mai accaduti.

Piccoli salti nel tempo che allietano la giornata, portandoci dove non ricordavamo di essere stati. Situazioni attivate da un singolo senso, che risvegliano il ricordo in tutti gli altri, rendendoci la memoria di suoni e odori dell'istante che si rivive, come se fosse la prima volta.
Affascinanti doni di una mente analogica.

Marco Drvso
Posta un commento