martedì 31 dicembre 2013

Salviamo la scintilla

Lo ammetto: il 2013 è stato un anno devastante e, purtroppo, non sono molto ottimista per il 2014. Con queste premesse, mi sento quasi colpevole di eccessivo ottimismo nell'augurare un buon anno.
Osservo l'ultimo periodo e quel che vedo non mi scalda il cuore, anzi, mi ammanta di tristezza quasi insanabile. Non mi riferisco alla situazione contestuale e ambientale, che si suo rasenta la tragedia, quanto al vivere interiore. Credo di aver gettato del tempo alle ortiche, senza averne tratto nulla di buono.
Ciò che più mi intristisce è l'aver interrotto un buon cammino, nella ricerca della trasformazione di metallo vile in oro, perdendomi in inutili sentieri che altro sbocco non avevano che un ritorno alla partenza. Un ritorno, appesantito di altro piombo, ad una pietra che speravo di squadrare come dovrebbe essere il fine di ogni persona di buona volontà ed ora giace impolverata, circondata di strumenti che necessitano di manutenzione urgente, prima che si logorino del tutto.
È stata una lotta contro uno specchio deformato, che al momento sembra aver preso il sopravvento, trasformando l'immagine reale in una sua ombrosa proiezione, eppure sento che una scintilla ancora arde sotto tanta cenere. Uno sfavillio minuscolo, che chiede di poter ardere e lotta per non spegnersi. Uno sfavillio che la notte, nel momento della massima tenebra, ancora brilla come un Sole arrogante che non accetta di estinguersi in un mondo di banale e squallida oscurità.
In quel piccolo brillamento che solo io riesco a vedere, si nasconde la speranza e la volontà di migliorare, nonostante tutto. Nonostante una situazione ambientale che mi fiacca nello spirito ed ogni giorno aggiunge peso sul cuore e mi conduce verso quella becera apatia che sta contagiando molti intorno a me e che sento essermi entrata dentro, come il freddo della pioggerellina invernale che lentamente gela le ossa, ma come quel freddo può essere combattuto.
Lo dico a me stesso e a voi, miei pochi fidati lettori che ultimamente ho trascurato, a causa dell'apatia di cui sopra: bisogna salvare la scintilla e per farlo bisogna ricorrere a tutta la propria volontà. Bisogna volerlo, fortissimamente volerlo, affinché nel profondo si riaccenda quella forza che nulla, neanche gli assassini che governano l'Europa e che fanno di tutto per schiacciare la nostra voglia di essere, possono spegnere. Il primo passo è tornare ad essere sovrani del nostro io e spronare chi ci è intorno a tornare ad esserlo, svegliandoci tutti dal torpore in cui siamo caduti. Un torpore subdolo, che spesso si cela dietro a maschere di iperattività e sorrisi strani, che alla prova delle piccole cose crollano.
Sono le piccole cose le più difficili da fare e da quel punto inizia la risalita, per tornare a vedere le stelle. Quelle stelle siamo noi, quando decidiamo di dare aria alla scintilla e lasciamo che bruci le tenebre. Tenebre che come una calda coperta ci proteggono da quel che abbiamo irrazionalmente paura, ma che dovrebbe essere la nostra meta: una luce abbagliante che ci permetta di vedere la realtà in cui siamo nati e ci impedisca di guardare oltre e ci trasformi in uomini, privi di sovrastrutture inutili, capaci di procedere eretti lungo il buon cammino.
Questo è il mio augurio per l'anno che verrà: che la scintilla dentro di voi possa ardere, portando luce fino ai confini del cielo e sia faro per tutte le persone di buona volontà.
Marco Drvso
Posta un commento