giovedì 3 novembre 2016

Il cuore non è una fossa

Talvolta mi capita di pensare ai miei nonni, con un misto di affetto e malinconia. Erano due personaggi fantastici, da cui ho cercato di imparare e che ho frequentato molto, anche se a volte mi viene da pensare di non averlo fatto abbastanza.
Mia nonna la trovai morta, quando andai a trovarla in ospedale. Mio nonno, invece, ho fatto in tempo a salutarlo, in uno dei momenti di piena lucidità, dopo l'ictus.
Non sono andato al cimitero (in verità una volta sono andato sulla tomba del nonno), dopo i funerali. Non pensiate che non li voglia onorare, né che non mi interessino, semplicemente non credo che sedersi su una fossa, contenente un cadavere in putrefazione, faccia la differenza.
È ovvio che ognuno la veda come vuole e non intendo criticare le scelte altrui, né ciò che faccia vibrare le altrui corde. Parlo per me è basta. Per il mio cadavere opterei per la combustione totale è dispersione delle ceneri, altrimenti un buco sotto un bosco.
Il mio concetto di culto dei morti non gira intorno al monumento, ma nel tramandare il ricordo, fatto di discorsi, aneddoti e lezioni. Mi spiace di non avere figli cui tramandare la loro vita, ma conto di rifarmi coi nipoti.
Mantenere in vita una persona nel cuore, è meglio che onorare una fossa.
Due persone stupende, che mi mancano tanto, ma sono nel mio cuore.

Marco Drvso

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