domenica 9 novembre 2008

Un timido riccio surgelato

Venerdì sera ho trascorso un piacevolissima serata con il socio, disquisendo su tutto un po'. Classica serata con amici in cui si inizia parlando di calcio e si giunge ai massimi sistemi, passando dalla politica ed altri mille argomenti. Uno di questi argomenti mi ha toccato nel vivo, obbligandomi ad un'approfondita riflessione interna.

Da quasi 3 ore sono fermo alla frase precedente. Non penso che sia il pudore di raccontarmi a bloccare la scrittura (mi sono ben sputtanato in questo blog), ma qualcosa di più profondo. Quel qualcosa che è alla base dei miei fallimenti e di tutto ciò che non apprezzo della mia esistenza. Un qualcosa che mi rende il personaggio schivo che molti conoscono ed ora agisce come uno specchio in cui mi osservo e litigo.
È difficile comprendere cosa sia, per certo è quella cosa che mi blocca nello stato di inazione in cui vegeto da tempo. Il socio lo ha definito caga o mancanza di autostima: definizioni corrette ma incomplete. È qualcosa di ben più complesso che mi porto dietro da anni e che nell'ultimo periodo si è rafforzato.
Forse, quando saprò guardare lo specchio e capirne l'immagine, finirà questa situazione.
Ecco il grande boh.

Drvso
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